Ultimo aggiornamento: 15
aprile 2002
VI
PQ: la Commissione definisce le regole per la proprietà intellettuale
nei progetti integrati
Un documento di lavoro dal titolo “Provisions for implementing
integrated projects”, pubblicato il 21 gennaio dalla DG Ricerca della Commissione
europea, illustra le misure per semplificare e rendere più flessibili
le regole sulla proprietà intellettuale nell’ambito del Sesto programma
quadro per la ricerca (6PQ).
Il documento definisce le modifiche alle regole relative
alla protezione, alla diffusione e alla valorizzazione della conoscenze
nei progetti integrati, allo scopo di applicare gli stessi orientamenti
a tutti i partecipanti. In base alle regole semplificate, i partecipanti
potrebbero quindi decidere autonomamente le disposizioni più idonee
al loro caso specifico nel quadro del contratto-tipo.
Il documento afferma che i partecipanti ai progetti integrati
possiederanno la proprietà intellettuale delle conoscenze derivanti
dal progetto, aggiungendo che “se del caso, il proprietario assicura una
protezione adeguata ed efficace delle conoscenze suscettibili di applicazione
industriale o commerciale”. Il documento aggiunge che la Commissione può
adottare misure di protezione, laddove si renda necessario, per tutelare
le conoscenze in un Paese particolare e dove tale protezione non è
stata applicata o vi è stato rinunciato.
Il documento inoltre definisce disposizioni per l’impiego
e la divulgazione obbligatoria delle conoscenze. I partecipanti hanno la
facoltà di impiegare qualsiasi conoscenza derivante dal progetto
di cui sono proprietari, secondo i loro desideri e in conformità
a qualsiasi accordo raggiunto dal gruppo coinvolto nel progetto.
Il documento afferma altresì che i partecipanti
dovranno garantire la diffusione
delle conoscenze entro un periodo stabilito a tale scopo
dalla Comunità.
Se i partecipanti non lo fanno entro la scadenza prefissata,
la Commissione provvede direttamente a diffondere le conoscenze, tenendo
conto dell’esigenza di salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale,
la riservatezza e gli interessi legittimi dei partecipanti.
Il documento stabilisce una semplificazione dei diritti
di accesso in modo che
le stesse disposizioni siano valide per tutti i partecipanti.
Si tratta di una posizione divergente rispetto alle pratiche adottate nell’ambito
del VPQ, in cui esistevano diritti di accesso diversi per i contraenti
principali e ausiliari. Inoltre è stato migliorato il controllo
esercitato dai proprietari sul know-how preesistente, tanto che un partecipante
può escludere tale forma di conoscenza dall’obbligo di
concessione del diritto di accesso ad altri partecipanti.
È stato perfezionato anche il controllo esercitato dai proprietari
sulle conoscenze derivanti da un progetto: essi hanno accesso reciproco
al know-how preesistente e alle conoscenze, solo nella misura in cui tali
informazioni siano necessarie per eseguire il lavoro di ricerca in base
al progetto o sfruttare le conoscenze che ne derivano.
Nonostante siano stati aboliti i diritti di accesso obbligatorio
tra i progetti, i partecipanti possono redigere un accordo per concedere
diritti di accesso ulteriori o più favorevoli, oppure specificare
i requisiti a essi applicabili.
I diritti di accesso alle conoscenze e al know-how preesistente
saranno concessi
gratuitamente, tranne se altrimenti convenuto prima della
firma del contratto.
Il documento è già a disposizione presso
gli Uffici Ricerca delle Università consorziate o reperibile al
sito internet:
UE/RICERCA:
VI PQ
Il 30 gennaio, la Commissione europea ha adottato la
versione rivista del Sesto programma quadro, che si basa sui pareri formulati
dallParlamento Europeo dal Consiglio europeo alla fine dello scorso anno.
Conformemente a tali pareri, era stata richiesta la modifica
del bilancio del programma.
Il bilancio indicato nella versione rivista della Commissione
non corrisponde esattamente a quello proposto dal Parlamento europeo, ma
rimane a € 17,5 miliardi.
Il Parlamento sta esaminando il programma in seconda
lettura.
Tra i principali cambiamenti della nuova versione figura
la revisione di due priorità della prima sezione intitolata “Integrare
e rafforzare lo Spazio europeo della ricerca”.
La prima priorità “Genomica e biotecnologia per
la salute” è stata suddivisa in due sezioni. La sesta priorità
denominata “Sviluppo sostenibile, cambiamento globale ed ecosistemi” è
stata ampliata e suddivisa in tre categorie. È stato aggiunto anche
un chiarimento sulla descrizione degli strumenti, al fine di dimostrare
che il passaggio tra vecchi e nuovi strumenti sarà graduale.
La Commissione ha inoltre chiarito che I finanziamenti
per le infrastrutture si concentreranno sulle misure di sostegno piuttosto
che sugli investimenti materiali. Per quanto concerne il programma Euratom,
è stata inserita una nuova priorità tematica nel programma
relativo alla fissione nucleare, che riguarda la ricerca sulla radioprotezione
e sulla sicurezza delle centrali nucleari.
Cordis focus, 190
UE/RICERCA: VI PQ
Mentre il progetto del 6° programma quadro di ricerca
è ancora all'esame del Parlamento, la Commissione europea dovrebbe
avviare a cominciare dalla fine di marzo, una prima chiamata a dichiarazioni
di intenzioni. Se tutto procede come previsto dalle scadenze, un ulteriore
Consiglio di Ricerca potrebbe permettere, alla fine giugno, di giungere
ad un accordo sul programma-quadro e adottare una posizione comune sulle
modalità di partecipazione e di diffusione. In questo contesto,
l'avvio ufficiale del nuovo programma-quadro avverrà il 13 novembre
e le prime chiamate saranno avviate nel dicembre 2002 o nel gennaio 2003.
La chiamata a dichiarazione di intenzione vuole permettere ai protagonisti
della ricerca di manifestare il loro interesse per questi nuovi strumenti
che sono i progetti integrati e le reti preferenziali, e questa anticipazione
permetterà loro di organizzare le reti necessarie per partecipare
anche a progetti di grandi dimensioni.
AG. Europe, 15/02/2002
UE/RICERCA:
possibilità di accedere ai risultati della ricerca europea su Internet
La Commissione europea ha lanciato il "Mercato della
tecnologia on line", un nuovo servizio Cordis, il servizio di informazione
comunitario sulla ricerca e lo sviluppo. Questo strumento, che si colloca
nell'ambito di un'azione più ampia, mirante a stimolare l'innovazione
e gli investimenti nel settore delle nuove conoscenze, permette di accedere
ai risultati della ricerca europea in prospettiva del loro sfruttamento
commerciale. Offre agli utenti e ai promotori della ricerca un accesso
gratuito alle tecnologie più recenti e più competitive. Comprende
inoltre un' “offerta della settimana” nei settori della biologia e della
medicina, dell'energia, dell'ambiente, delle tecnologie dell'informazione,
delle telecomunicazioni e delle applicazioni industriali. Il mercato della
tecnologia on line, servizio disponibile in inglese, francese, tedesco,
spagnolo e italiano, contiene gli indirizzi per mettersi in contatti con
i proprietari delle tecnologie proposte, fornisce informazioni di carattere
tecnologico, propone servizi di consulenza alle imprese e espone le novità
tecnologiche.
AG. Europe, 06/02/2002
UE/SOCIETÀ
DELL'INFORMAZIONE: la Commissione europea lancia a consultazione sull'economia
on-line
Commissione ha lanciato un'ampia consultazione on line
sulla strategia dell'UE per aiutare le imprese dell'Unione a trarre pianamente
partito dell'economia on-line. Con l'approvazione del Consiglio industria
del 5 dicembre scorso la Commissione si è fissata come priorità
di elaborare un quadro chiaro per le transazioni on-line, incoraggiare
la partecipazione delle PMI all' “e-economy” e migliorare la disponibilità
del capitale a rischio e dei mezzi finanziari. In tale prospettiva è
stata organizzata tale consultazione il cui obiettivo è permettere
a tutte le parti in causa di emettere pareri e fare raccomandazioni. Tali
contributi saranno presi in esame al Consiglio industria del 6 giugno.
Maggiori informazioni su tale consultazione che terminerà il 31
marzo, sono disponibili su Internet.
AG. Europe, 06/02/2002
Ricerca e politica regionale: nuove sinergie
La Commissione europea ha recentemente adottato una comunicazione
riguardante la dimensione regionale della ricerca europea, con l'obiettivo
di incoraggiare le regioni affinché migliorino le proprie capacità
in materia di ricerca e d'innovazione, associando gli aiuti dei Fondi strutturali
alle nuove possibilità offerte dallo Spazio europeo della ricerca.
La comunicazione parte dalla constatazione che le regioni
rivestono un ruolo sempre più importante nel passaggio dell'Unione
verso una società e un'economia fondate sulla conoscenza.
Tuttavia, esistono disparità considerevoli tra
le regioni, per quanto riguarda il grado di sviluppo tecnologico, la capacità
d'innovazione e la disponibilità di risorse umane qualificate.
Dopo aver a lungo finanziato la costituzione delle infrastrutture
fisiche necessarie alla ricerca ed allo sviluppo tecnologico, (RST), ora
nelle regioni dell'Obiettivo 1 gli interventi dei Fondi strutturali sono
rivolti di preferenza alle strategie regionali integrate di promozione
dell'innovazione e di creazione di partenariati tra ricercatori e imprese.
In questo senso, la nuova comunicazione mette in luce
le differenti possibilità offerte alle regioni, in particolare a
quelle dell'Obiettivo 1, di inserirsi nello Spazio europeo della ricerca.
Particolare attenzione sarà rivolta alla partecipazione
dei ricercatori e degli organismi delle regioni svantaggiate al nuovo programma-quadro
2002-2006 di RST. Saranno loro proposte, inoltre, borse specifiche nel
campo della formazione e della mobilità. I Fondi strutturali sovvenzioneranno
direttamente, con stanziamenti supplementari,
la partecipazione delle regioni dell'Obiettivo 1 ai progetti
transnazionali del programma quadro.
Sono previste azioni destinate a coordinare e collegare
in rete i programmi svolti negli Stati membri, compresi quelli a livello
regionale. Tali azioni permetteranno di promuovere le sinergie tra le regioni
più sviluppate e le regioni dell'Obiettivo 1.
Per quanto riguarda le regioni ultraperiferiche, sono
attualmente in corso studi destinati a definire i campi di ricerca in cui
operare nel quadro delle collaborazioni con il resto del territorio europeo.
Differenze salariali corpo docente universitario
Secondo uno studio condotto da Natfhe, sindacato britannico
dei docenti universitari, dei formatori, dei ricercatori e dei direttori
che operano nell’istruzione superiore e nella formazione professionale,
i salari del personale universitario nell’UE variano considerevolmente
da Paese a Paese, con l’Italia che registra gli stipendi più elevati.
Lo studio, che utilizza dati del 1998 basati sull’indice
dei prezzi d’acquisto dell’OCSE (Orga-nizzazione per la cooperazione e
lo sviluppo economico) comprendente fattori quali le imposte, le spese
per le abitazioni e i costi sociali, riguarda 15 Paesi sviluppati, 7 dei
quali sono Stati membri dell’UE: Finlandia, Francia, Germania, Grecia,
Italia, Spagna e Regno Unito. Al di fuori dell’UE, sono stati presi in
considerazione Australia, Canada, Repubblica Ceca, Giappone, Messico, Norvegia,
Turchia e Stati Uniti.
Nel 1998, il personale universitario italiano guadagnava
in media € 117.568 all’anno, una cifra significativamente superiore
a quella della Finlandia, il secondo Stato membro dell’UE in classifica,
dove il personale accademico poteva prevedere per lo stesso anno una retribuzione
di € 76.496. Seguivano Francia, Spagna, Germania, Regno Unito e infine
la Grecia, dove il personale accademico guadagnava in media euro 33.783.
La Repubblica Ceca, unico Paese candidato compreso nello
studio, si era classificata al quindicesimo e ultimo posto, con una retribuzione
del personale accademico,
sempre nel 1998, pari a circa € 18.680.
Bilancio del programma "Cultura 2000" per il 2001
La Commissione europea ha pubblicato lo scorso dicembre
un bilancio del programma quinquennale "Cultura 2000" per il 2001. Nel
2001, la Commissione ha sostenuto circa 200 progetti per un importo totale
di 30 milioni di € in diversi settori, dalle arti al patrimonio culturale,
alla conoscenza della storia e della cultura dei popoli europei, alla creazione
artistica e letteraria, compresa la traduzione letteraria.
Ne risulta principalmente che, nel 2001:
1) sono state ricevuti complessivamente più di
500 fascicoli di candidatura, in tutti i settori, il che dimostra l'alto
livello di interesse che il programma suscita tra gli operatori culturali
di tutta Europa e anche l'aumento della cooperazione culturale a livello
europeo;
2) vengono sostenuti 163 progetti annuali per un importo
di circa 14,5 milioni di € e 23 progetti pluriennali di cooperazione
per un importo di circa 15 milioni di €;
3) il programma "Cultura 2000" ha fornito inoltre un
sostegno alle capitali europee della cultura, per un importo di 1 milione
di €. Le città scelte nel 2001, Oporto e Rotterdam, hanno ottenuto
350.000 € ciascuna, mentre le città scelte per il 2002, Salamanca
e Brugge, hanno ottenuto 125.000 € ciascuna, per preparare gli avvenimenti
culturali dell'anno prossimo;
4) per la prima volta, nel 2001, nove paesi candidati
d'Europa centrale e orientale - Bulgaria, Estonia, Ungheria, Lettonia,
Lituania, Polonia, Repubblica ceca, Romania, Slovacchia - hanno partecipato
al programma; 60 operatori culturali di questi paesi sono stati selezionati
in quanto organizzatori o co-organizzatori di progetti.
Congratulandosi per la qualità dei progetti selezionati,
Viviane Reding si è dichiarata soddisfatta del fatto che "gli operatori
europei si impegnino sempre di più in progetti di cooperazione transnazionale"
ed ha osservato che un programma come "Cultura 2000", "agevolando gli scambi
tra le nostre culture, contribuisce, malgrado il suo bilancio limitato,
a rafforzare il sentimento di identità comune".
UE/BREVETTI: il Consiglio non è giunto a un
accordo sul brevetto comunitario
Il Consiglio Mercato interno non ha ottenuto l' accordo
sulla creazione del brevetto comunitario malgrado la lunga concertazione
tra la presidenza belga e la Commissione.
Il presidente del Consiglio Charles Picqué non
ha potuto ottenere un compromesso sui punti che bloccano ancora la creazione
del brevetto comunitario: le lingue, il ruolo degli uffici nazionali, il
finanziamento e le giurisdizioni competenti. La questione delle lingue
ha occupato l'essenziale dei dibattiti. "A meno che non intervengano cambiamenti
nei prossimi giorni, il dossier non sarà abbastanza maturo per presentarlo
al Vertice di Laeken" ha dovuto osservare la presidenza.
Solo i ministri presenti fino alla fine del Consiglio,
i ministri spagnolo, portoghese e greco, hanno difeso fino alla fine l'idea
che i futuri brevetti comunitari siano tradotti in tutte le lingue e non
solamente nelle lingue dell'Ufficio europeo dei brevetti di Monaco (francese,
tedesco, inglese). La presidenza belga aveva presentato un compromesso
che prevedeva che le imprese potessero presentare nella loro lingua la
loro domanda di brevetto, che sarebbe poi stata tradotta in una delle tre
lingue dell'Ufficio dei brevetti e "le rivendicazioni" del brevetto sarebbero
state tradotte in tutte le lingue comunitarie. Tuttavia questa proposta
era troppo radicale per alcuni, insufficiente per gli altri. Spagna, Italia,
Portogallo e Grecia ritengono che il brevetto debba essere di facile accesso
per le piccole e medie imprese, mentre gli altri Stati insistono che il
costo delle traduzioni sia limitato, adducendo cifre presentate dalla Commissione.
Secondo questi dati il costo di un brevetto sarebbe di
2694 euro quando la domanda è presentata in una lingua diversa da
quella impiegata dall'Ufficio europeo dei brevetti di Monaco, con le rivendicazioni
e riassunti tradotti in queste tre lingue (invece di 1036 euro per l'introduzione
di una domanda in una delle tre lingue dell'Ufficio dei brevetti) e di
6320 euro quando le rivendicazioni e i riassunti sono tradotti nelle 11
lingue della comunità. Questi costi passerebbero a 10464 euro dopo
l'allargamento e il passaggio a 19 lingue.
UE/RICERCA: il Premio Descartes è stato attribuito
ad un progetto di ricerca riguardante la cura del AIDS e ad un altro nel
settore della chimica fine
Il Premio Descartes 2001 è stato attribuito, alla
presenza del commissario Philippe Busquin e del presidente del Consiglio
Ricerca, François-Xavier de Donnéa, a due progetti di ricerca
che hanno portato a risultati rilevanti nei settori della sanità
e della chimica fine. Questi due progetti si divideranno il premio di un
milione di euro finanziato dalla Commissione europea: 700.000 euro andranno
alla rete di ricercatori che ha permesso di aprire una nuova via terapeutica
per la cura del AIDS; 300.000 euro ricompenseranno nuovi catalizzatori
asimmetrici nel settore della chimica fine.
Coordinata dal professor Jan Balzarini (K.U. Leuven,
Belgio), la rete di ricercatori (comprendente équipe di Svizzera,
Italia, Svezia e Regno Unito), che ha lavorato sul virus HIV ha identificato
diversi nuovi inibitori della trascrittasi inversa (enzima determinante
nella replica dei retrovirus).
Nel settore chimico, è una rete a cui partecipano
ricercatori di Regno Unito, Germania, Russia e Armenia che ha ottenuto
progressi rilevanti nello sviluppo di catalizzatori asimmetrici per l'industria
chimica. Questo progetto, diretto dal dottor Michael North (King's College,
Regno Unito) ha permesso di scoprire 50 nuovi catalizzatori, uno dei quali
è già stato brevettato ed è oggetto di negoziati per
una licenza con un importante produttore europeo di sostanze di chimica
fine, adoperate specialmente nelle industrie farmaceutica e agrochimica.
UE - Ricerca: il PE ha chiuso la prima lettura del
progetto di programma quadro di RST senza modificare il bilancio o la struttura
Il 14 novembre Parlamento europeo ha finalmente chiuso
la prima lettura del progetto del sesto programma quadro di ricerca (6°
PQRS) quasi senza modificare la relazione del socialista francese Gérard
Caudron, adottata con 412 voti favorevoli, 57 contrari e 53 astensioni.
Adesso la palla è nel campo del Consiglio che
dovrà portare a termine, nella riunione del 10 dicembre, gli orientamenti
che hanno dimostrato una netta convergenza di opinioni tra i ministri e
i deputati.
Il testo adottato dalla commissione parlamentare dell'industria
è stato oggetto di vari emendamenti ed è stato profondamente
ripreso dopo un voto complesso.
UE/TRASPORTI: Busquin lancia un consiglio consultivo
per la ricerca ferroviaria
In occasione del Congresso mondiale delle ferrovie che
si è aperto a Colonia la scorsa settimana il commissario europeo
per la Ricerca Philippe Busquin ha annunciato il lancio del nuovo consiglio
consultivo per la ricerca ferroviaria. Composto dai rappresentanti del
mondo ferroviario, ma anche da rappresentanti degli utenti e di difensori
dell'ambiente, l'ERRAC (European Rail Research Council) ha per vocazione
di spianare la strada ad un trasporto sostenibile pur potenziando la competitività
del treno, stabilendo sinergie tra le attività di ricerca pubblica
e privata. Tra le sue missioni si annoverano: la creazione di un'agenda
di ricerca strategica che può orientare i programmi di ricerca europei;
- definire le misure che consentano di ottimizzare l'utilizzazione delle
infrastrutture di ricerca; - individuare delle azioni da intraprendere
per aumentare il richiamo del settore ferroviario per i giovani ricercatori
e gli ingegneri.
UE/RICERCA: Busquin reagisce alla clonazione di un
embrione umano in USA
Dopo l'annuncio nel fine settimana fatto dalla società
USA Advanced Cell Technology dell'ottenimento di un embrione clonato, il
commissario europeo alla ricerca Busquin ha detto lunedì che tutti
quello che è possibile scientificamente e tecnicamente fattibile
non è per forza auspicabile e ammissibile.
Rilevando quanto tali nuovi sviluppi sottolineano la
necessità per l'UE di fissare una posizione sulla ricerca con cellule
staminali embrionarie Busquin si rallegra del fatto che il dibattito sia
in corso e si complimenta per il risultato del voto del PE che nell'adottare
la relazione Caudron, approva la posizione della Commissione per l'etica
nel sesto programma quadro di ricerca.
"L'orientamento di base consiste ad escludere dal finanziamento
le ricerche che implicano a clonazione riproduttiva umana, le ricerche
con la creazione di embrioni umani a scopi di ricerca o di fornitura di
cellule base embrionali e la ricerca che ha lo scopo di modificare il patrimoni
genetico dell'uomo. Le regole escludono dal finanziamento dell'UE la clonazione
di embrioni anche a scopi terapeutici" ha detto Busquin.
UE/ISTRUZIONE: progetti Comenius
Su iniziativa di Viviane Reding, più di 250 alunni
e insegnanti provenienti dai 30 paesi partecipanti al programma Socrates
sono a Bruxelles per la "Settimana Comenius", che è iniziata il
26 novembre e che permetterà di scoprire 30 progetti di cooperazione
transnazionale organizzati da scuole ovunque in Europa. "Comenius" è
la parte del programma Socrates dedicata alla cooperazione pre universitaria.
UE/POLITICA REGIONALE: nulla osta a sei programmi Leader
+ in Italia
La Commissione europea ha approvato venerdì scorso
i programmi di sviluppo rurale Leader di sei regioni italiane parzialmente
finanziati dai Fondi strutturali. Le sei regioni sono le seguenti:
- Veneto: per il periodo 2001-2006, il programma contribuirà
fino a 40,5 milioni di euro, di cui 13,7 milioni di euro provenienti dal
bilancio comunitario per potenziare la qualità dei servizi alla
popolazione rurale, promuovere il territorio e la cultura locale e incoraggiare
la cooperazione tra i territori rurali. Nove gruppi di azione locale usufruiranno
di questo programma che prende di mira le aziende agricole, le PMI e le
famiglie agricole.
- Piemonte: l'importo totale dei crediti assegnati al
programma è di 36,9 milioni di euro su un periodo di sette anni
di cui 11,3 milioni di euro provenienti dai Fondi strutturali. Il suo obiettivo:
stimolare la vitalità socioeconomica dei territori grazie a progetti
orientati sull'innovazione e l'integrazione del sistema produttivo locale,
l'aumento della capacità del territorio a richiamare imprese e nuovi
residenti e la messa in valore del patrimonio locale. I dieci gruppi di
azioni locali sono stati eletti per attuare questo programma.
- Lombardia: per il periodo 2001-2006, la Commissione
ha previsto un importo pari a 7,2 milioni di euro (su un totale di 24 milioni
di euro) per questo programma che risponde agli stessi obiettivi del programma
della regione piemontese. Sei gruppi di azione locale attueranno questi
progetti.
- Liguria: il programma il cui obiettivo è identico
ai due precedenti è dotato d'una dotazione globale di 18,6 milioni
di euro (per sette anni). La Comunità contribuirà a questo
programma che profitterà a questi gruppi di azione locale, per un
totale di 5,3 milioni di euro.
- Emilia Romagna: l'importo totale dei crediti ammonta
a 28,7 milioni di euro di cui 9,7 milioni di euro provenienti dai Fondi
strutturali. Cinque gruppi di azione locale sono stati selezionati per
partecipare al programma destinato a creare posti di lavoro soprattutto
per le donne e i giovani.
Friuli Venezia Giulia: il programma usufruirà
di 5,6 milioni di euro dei fondi comunitari su un bilancio totale di 16,1
milioni di euro (per il periodo 2001-2006). Il programma, che sarà
pilotato da tre gruppi di azione locale, si orienta sull'innovazione e
l'integrazione del sistema produttivo locale.
UE/RICERCA: ampliare il posto le donne nella ricerca
europea
Nella conferenza "Genere e ricerca" organizzata dalla
Commissione nei primi di novembre a Bruxelles, vari intervenuti hanno sottolineato
le difficoltà avute dalle donne per fare carriera nel settore ricerca
e la responsabilità di tutti gli attori per migliorare l'interesse
del settore scientifico presso le donne. Oltre alla problematica dell'uguaglianza
dei sessi, la Commissione è consapevole dell'importanza che ha la
presenza delle donne per lo sviluppo di alcune ricerche. Ha misurato tale
impatto tramite il rafforzamento della presenza femminile nei panel di
valutazione e elezione dei progetti di ricerca finanziati dal quinto programma
quadro. L'aumento dell'interesse della ricerca scientifica per le donne
è molto importante mentre l'Europa deve rinnovare le risorse umane
e ha una carenza di ricercatori che non potrà compensarsi solo con
un appello a ricercatori dei paesi terzi. Senza volontà politica
non vi sarà progresso, ha detto il commissario Busquin, affermando
che la promozione delle donne nella ricerca scientifica deve essere al
centro dello Spazio europeo di ricerca e ha chiesto agli Stati membri di
fissarsi obiettivi cifrati di partecipazione delle donne alla ricerca.
In una relazione pubblicata in occasione della conferenza
Eurostat sottolinea che le donne sono sotto-rappresentate nell'insegnamento
superiore: nell'UE vi sono in media il 26% di donne insegnanti (cifre del
1999) e la percentuale varia dal 9% in Germania al 36% in Finlandia. Dati
specifici mostrano che in genere vi è una percentuale maggiore di
donne al livello più basso: il 32% degli assistenti sono donne ma
il 28% per i professori associati e l'11% per i professori titolari.
In ogni Stato membro nella carica più alta dell'insegnamento
le donne sono in numero minore, il 5% in Irlanda fino al 18% in Finlandia.
Le donne sono sotto rappresentate nel settore ricerca nell'UE con il 66%
dei ricercatori uomini nella ricerca pubblica e il 72% in quella dell'insegnamento
superiore. Solo alcuni paesi hanno una percentuale superiore al 40% di
donne nell'insegnamento superiore (Irlanda, Grecia e Portogallo); il Portogallo
è l'unico Stato membro ad avere il 53% di donne nel settore pubblico
della ricerca. Eurostat indica che nell'UE la proporzione dei ricercatori
donne nel settore dell'insegnamento superiore varia dal 12% nell'ingegneria
e la tecnologia al 30% nelle scienze mediche, sociali e umane.
RICERCA: la relazione Caudron
non rimette in discussione gli equilibri di massima, né la dotazione
di bilancio proposta per il VI° Programma quadro
Il 22 ottobre si è conclusa
la votazione sul progetto di VI° programma quadro di ricerca in seno
alla commissione parlamentare dell'industria.
Il socialista francese Gérard
Caudron, relatore della proposta, si è trovato di fronte a 450 emendamenti
dei membri della commissione "Industria" e 217 emendamenti delle commissioni
parlamentari consultate per parere sono venuti ad aggiungersi alle 109
modifiche proposte dal relatore nel suo progetto di relazione ossia, complessivamente
776 emendamenti.
Subito dopo la votazione, Caudron
si è dichiarato soddisfatto il quanto “l'architettura” e il bilancio
proposti dal commissario Philippe Busquin sono rimasti sostalziamente inalterati.
Egli si è inoltre felicitato
delle “votazioni molto ampie sugli indirizzi di massima” del futuro PQ
e del modo favorevole con cui sono stati accolti i tre nuovi strumenti
prospettati dalla Commissione europea (progetti integrati, reti di eccellenza
e programmi comuni ai sensi dell'articolo 149) e il quarto - la scala dell'eccellenza
- che egli stesso ha proposto.
Altro motivo di soddisfazione:
è stato rispettato il calendario che permetterà al Consiglio
Ricerca di esaminare il progetto alla luce degli emendamenti adottati dalla
commissione dell'industria, in attesa di una votazione in plenaria, probabilmente
in novembre, a Strasburgo.
La relazione, adottata con 36 voti
a favore, 11 contrari e 2 astensioni, sarà comunicata alla Commissione
e al Consiglio entro la fine del mese. Tuttavia, è poco probabile
che i ministri raggiungano un risultato concreto già agli inizi
di novembre, ha constatato Caudron, che vede questa riunione piuttosto
come “un giro d'orizzonte, in cui ciascuno verrà con le proprie
richieste“. Qui di seguito, un quadro degli orientamenti ripresi dalla
commissione dell'industria, che non ha modificato la dotazione di bilancio
proposta dalla Commissione europea: 16,270 miliardi di euro escluso l'Euratom.
A seguito di un emendamento di compromesso dei gruppi PSE, PPE-DE e ELDR,
la commissione del Parlamento europeo propone di suddividere come segue
questo importo:
integrare la ricerca: la relazione
propone di attribuire 13,195 miliardi (per di 12,770 secondo la Commissione)
a questa voce, che comprende le priorità tematiche e si suddividerebbe
come segue: (1) le scienze della vita per la salute e la sicurezza: 2,5
miliardi (la Commissione proponeva 2 miliardi per la genomica e le biotecnologie
per la salute) di cui 1,3 per la genomica e le biotecnologie per la salute
e 1,2 per le grandi patologie (400 milioni per i tumori e 400 milioni per
l'AIDS, la tubercolosi e la malaria) ; (2) società dell'informazione:
3,950 miliardi (3,6 + 350 per GEANT) per di 3,6 miliardi nella proposta
della Commissione ; (3) nanotecnologie e materiali intelligenti: 3 miliardi
(invariato) ; (4) aeronautica e spazio: 1 miliardo (invariato) ; (5) alimentazione
e rischi per la salute: 650 milioni invece di 600 nella proposta iniziale;
(6) sviluppo sostenibile e mutamenti climatici: la Commissione aveva proposto
1,7 miliardi ; la relazione Caudron 1,975 miliardi, suddividendoli tra
energia (700 milioni), sviluppo sostenibile (675 milioni) e trasporti (600
milioni) ; (7) cittadini e democrazia: 270 milioni (invece di 225 secondo
la Commissione) ; (8) anticipazione dei bisogni scientifici dell'Unione:
la Commissione aveva proposto 2,345 miliardi, ridotti nella relazione a
1,550 miliardi attribuendo 400 milioni a CRAFT, 725 al Centro comune di
ricerca (715 nella proposta iniziale) e solo 425 alla dotazione "anticipazione
dei bisogni" vera e propria, mentre la Commissione aveva voluto mantenere
un margine di manovra di circa il doppio (vedi EUROPE del 17 ottobre, p.12).
strutturare lo Spazio europeo della
ricerca: nella relazione si riprende una dotazione di 2,725 miliardi (invece
di 3,050) suddivisa come segue: (1) ricerca e innovazione: 250 milioni
(invece di 300) ; (2) risorse umane (e cooperazione internazionale): 1,9
miliardo (1,8) ; (3) infrastrutture di ricerca: la relazione riduce notevolmente
l'importo, da 900 a 475 milioni di euro ; (4) scienza e società:
l'importo è raddoppiato, da 50 a 100 milioni.
rafforzare le basi dello Spazio
europeo della ricerca: la dotazione è ridotta da 450 a 350 milioni
di euro, di cui 300 per le attività di coordinamento, specialmente
tramite COST.
La commissione dell'industria ha
voluto inoltre inserire un articolo dettagliato sui principi etici che
devono rispettare tutte le attività di ricerca intraprese dal VI°
Programma quadro in poi. Questo esclude qualsiasi finanziamento comunitario
delle ricerche sulla clonazione umana per la riproduzione, la creazione
di embrioni a fini di ricerca e le ricerche miranti a modificare la linea
germinale. Non esclude le attività di ricerca sugli embrioni in
eccedenza inutilizzati, purché siano autorizzate nello Stato membro
interessato. La relazione propone anche che il 15% del bilancio sia dedicato
alle PMI e che queste forniscano almeno il 15% dei partecipanti a progetti
integrati.
Per la sanità e le biotecnologie,
la relazione riprende anche tra le priorità: tumori, malattie cardiovascolari
e neurodegenerative (Alzheimer, Parkinson, Creutzfeldt-Jakob), diabete,
epatite C, allergie e malattie rare. Raccomanda ricerche sulla terapia
cellulare (anche tramite cellule staminali adulte e cellule somatiche adulte
"riprogrammate").
Altre ricerche dovrebbero vertere
sui processi biologici fondamentali (morte programmata delle cellule, ciclo
delle cellule, stress ossidante, resistenza alle malattie, epigenetica,
poliploidia, plasticità dello sviluppo) e le sequenze dei piccoli
genomi, le terapie non tradizionali, le conseguenze per la salute umana
dell'accumulazione nell'ambiente e nella catena alimentare di diverse sostanze
chimiche (questo è particolarmente urgente, a seguito del moltiplicarsi
di norme che autorizzano emissioni inferiori ad una certa soglia, che si
concentrano sulla fonte e ignorano l'effetto cumulativo sul ricettore:
Ndr.) o lo sviluppo di nuovi metodi e razze (con una valutazione dei rischi)
in agricoltura e in piscicoltura. La commissione dell'industria si è
pronunciata inoltre a favore di ricerche sull'impiego del cannabis per
scopi medici (30 voti a favore, 22 contrari e 2 astensioni).
Per quanto riguarda la società
dell'informazione, la relazione insiste in particolare su: - i programmi
per la fornitura di servizi complessi che coinvolge diversi protagonisti.
- la miniaturizzazione; - le nuove reti di comunicazione, comprese quelle
visive; - lo sviluppo accelerato della rete paneuropea GEANT e di una rete
di una capacità di 100 Gb/s.
Nel settore dell'alimentazione
e dei rischi per la salute, la relazione menziona in particolare: - la
caratterizzazione dei meccanismi molecolari alla base di patologie indotte
da agenti contaminanti, compresi prioni, virus, batteri, protozoi e parassiti
e lo sviluppo di nuovi strumenti di prevenzione e di cura; - i metodi di
analisi e di individuazione degli agenti contaminanti; - lo sviluppo di
metodi che non provochino o provochino scarsi danni all'ambiente per la
lotta contro le malattie delle colture agricole; - i metodi di analisi,
di individuazione e di disassuefazione dalle pratiche di doping.
Per quanto riguarda l'energia,
la relazione perora nel contempo energie rinnovabili e il miglioramento
dell'efficienza energetica e ambientale dei combustibili fossili. Le ricerche
sui trasporti dovrebbero insistere sull'intermodalità, l'interoperatività,
la riduzione dei danni e i nuovi sistemi di gestione della mobilità.
In altri emendamenti si auspicano azioni di ricerca su: - lo sminamento;
- la desertificazione; - l'attività sismica e la prevenzione dei
sismi; - l'atmosfera; - il mare e gli ecosistemi acquatici; - il patrimonio
culturale e la vita urbana.
INNOVAZIONE: l'Europa innova
di più, ma rimane una grande disparità tra paesi membri e,
nell'insieme, è in ritardo rispetto agli Stati Uniti e al Giappone
La Commissione europea ha pubblicato
il "quadro europeo dell'innovazione 2001", in cui sono esposti i punti
di forza e di debolezza di ciascuno degli Stati membri e dell'UE in materia
di innovazione. Il documento indica che tutti gli Stati membri stanno facendo
progressi e alcuni di essi sono persino ai primi posti a livello mondiale,
ma che l'Unione, considerata globalmente, rimane in ritardo rispetto agli
Stati Uniti e al Giappone. I punti di debolezza principali dell'UE rilevati
dalla Commissione sono l'insufficienza degli investimenti delle imprese
in materia di Ricerca/Sviluppo e il numero ridotto di brevetti depositati
nel settore delle tecnologie avanzate.
Il documento analizza dati che
vertono su 17 indicatori ordinati in quattro capitoli principali: risorse
umane, creazione di conoscenza, trasmissione e applicazione del sapere,
finanziamento, produzione e mercati dell'innovazione. Indica che i primi
paesi in classifica segnano progressi rilevanti rispetto agli Stati Uniti
e al Giappone per diversi indicatori: - il Regno Unito, la Francia e l'Irlanda
sono ai primi posti mondiali per l'offerta di diplomati in materie scientifiche
e in ingegneria; - la Finlandia, i Paesi Bassi e la Svezia sono ai primi
posti per la Ricerca/Sviluppo pubblico, la Svezia per la Ricerca/Sviluppo
aziendale; - i Paesi Bassi, la Svezia e la Danimarca sono i primi per quanto
riguarda il numero di nuclei familiari collegati a Internet. Inoltre, l'analisi
di dieci indicatori per i quali si dispone di dati per gli ultimi quattro
o sei anni indica, per l'insieme dell'UE, notevoli miglioramenti, tranne
per tre indicatori: Ricerca/Sviluppo pubblica, Ricerca/Sviluppo aziendale
e valore aggiunto delle merci nel settore dell'alta tecnologia. Il confronto
dei risultati dell'UE con quelli degli Stati Uniti rivela che questi ultimi
sono all'avanguardia nei seguenti settori: livelli dell'insegnamento universitario,
Ricerca/Sviluppo nelle imprese, numero di nuclei familiari collegati a
Internet. Invece, l'Europa è all'avanguardia per l'offerta di nuovi
titolari di diplomi in materie scientifiche e ingegneria, la Ricerca/Sviluppo
pubblica e gli investimenti dedicati alle tecnologie dell'informazione
e delle comunicazioni (TIC). L'UE supera il Giappone solo per quanto riguarda
le spese dedicate alle TIC.
Se questo quadro indica che tutti
gli Stati membri hanno migliorato i loro risultati in materia di innovazione,
rileva tuttavia notevoli disparità. Paesi quali la Finlandia e la
Danimarca, i cui risultati erano già buoni, li migliorano ulteriormente.
La Grecia e la Spagna ricuperano rapidamente il loro ritardo rispetto alla
media dell'UE, benché fossero partite da un livello relativamente
basso. Le tre economie principali dell'UE (Francia, Germania, Regno Unito)
migliorano i loro risultati, ma ad un ritmo inferiore a quello della media
dell'UE. Resta il fatto che, malgrado una tendenza generale al miglioramento,
il divario tra gli Stati membri che ottengono i migliori risultati e quelli
che ottengono quelli peggiori continua ad aumentare. Altra fonte di preoccupazione,
il fatto che, malgrado un aumento degli investimenti delle imprese in Ricerca
e sviluppo dal 1996, il rapido aumento delle spese in questo settore in
Giappone e negli Stati Uniti ha fatto crescere ulteriormente il divario
tra questi paesi e l'Europa; d'altro canto, le richieste americane di brevetti
nel settore dell'alta tecnologia in Europa sono sette volte superiori a
quelle europee negli Stati Uniti e lo squilibrio è quasi altrettanto
grave nei confronti del Giappone.
RICERCA: nuovo accordo di cooperazione
UE/Cina sui materiali
Il commissario Philippe Busquin
e il ministro cinese delle Scienze e della Tecnologia, Xu Guanhua, hanno
firmato a Bruxelles, "un accordo di attuazione" nel settore delle scienze
dei materiali. Questo accordo va collocato nell'ambito dell'accordo più
ampio di cooperazione scientifica, entrato in vigore il 14 dicembre 2000.
Esso agevolerà la partecipazione degli organismi di ricerca cinesi,
comprese le imprese, ai progetti di ricerca europei, con un finanziamento
cinese. Esso prevede anche: - la partecipazione europea ai progetti cinesi
nello stesso campo; - il sostegno alla formazione; - altre iniziative in
cooperazione (conferenze e gruppi di lavoro); - lo scambio di informazioni
scientifiche e tecniche nel campo delle scienze dei materiali, che presentano
enormi potenzialità per l'evoluzione dei prodotti e dei procedimenti
di produzione nei prossimi decenni. Questo settore figura d'altronde tra
le priorità del progetto di VI° Programma quadro di ricerca,
attualmente in discussione al Parlamento europeo.
Busquin e Xu Guanhua hanno discusso
inoltre del futuro della cooperazione scientifica UE/Cina, nel contesto
dello Spazio europeo della ricerca e del nuovo Programma quadro di ricerca
(2002-2006), nonché della preparazione di un convegno sulle scienze,
previsto a Pechino nel 2002.
* * * * *
ENERGIA: accordo di cooperazione
tra l'Euratom e il Kazahstan sulla ricerca nel settore della fusione nucleare
controllata
Il Consiglio dei ministri dell'UE
ha adottato, il 27 settembre, una decisione che autorizza la Commissione
a concludere un accordo di cooperazione tra la Comunità europea
dell'energia atomica (Euratom) e la Repubblica del Kazahstan nel settore
della fusione nucleare controllata. L'accordo deve permettere di mantenere
e intensificare la cooperazione nei settori ripresi nei rispettivi programmi
di fusione, per migliorare le nozioni scientifiche e le possibilità
tecnologiche proprie di un sistema energetico di fusione. La cooperazione
prevista verte in particolare su studi, tecnologia della fusione, fisica
applicata dei plasma e politica in materia di piani e programmi. Essa puo'
assumere la forma di scambi e fornitura di informazioni, di personale,
di campioni e di dispositivi per sperimentazione, di riunioni e di valutazione
e partecipazione a studi e attività comuni
ENERGIA: firmati
due accordi di cooperazione tra l'Euratom e la Russia nel settore nucleare
In margine al Vertice UE/Russia
il commissario Philippe Busquin, e il ministro russo dell'energia, Alexandre
Rumyatsev, hanno firmato due accordi di cooperazione nel settore nucleare.
Il primo mira a migliorare la sicurezza
nucleare, stabilendo una collaborazione tra l'UE e la Russia in materia
di ricerca sulla sicurezza dei reattori, di radioprotezione, di gestione
delle scorie nucleari, di riciclaggio del materiale obsoleto, di decontaminazione
e di smantellamento degli impianti nucleari e di Ricerca/Sviluppo riguardante
la compatibilità e il controllo delle materie nucleari. Questa cooperazione
sarà realizzata attraverso lo scambio di informazioni tecniche,
di personale tra laboratori per formazione, di campioni, di materiale,
di strumenti e di dispositivi a fini sperimentali e la partecipazione a
studi e attività comuni. È previsto che, se necessario, le
parti possano concludere accordi sui meccanismi finanziari, l'attribuzione
di responsabilità di gestione e il sistema dei diritti di proprietà
intellettuale.
Le attività intraprese ai
sensi dell'accordo dipenderanno dalle disponibilità finanziarie
necessarie di ciascuna delle parti e saranno pagate dalla parte che le
intraprende.
Infine, l'accordo, concluso per
dieci anni e prorogabile per tacito consenso per periodi di cinque anni,
istituisce un comitato paritetico che si riunirà ogni anno in alternanza
nell'UE e nella Federazione di Russia, per valutare lo stato della cooperazione
e decidere in merito alle azioni specifiche da intraprendere.
Il secondo accordo, improntato
sulla struttura del primo, dovrebbe permettere di proseguire e intensificare
la cooperazione nel settore della fusione nucleare controllata, per migliorare
le conoscenze scientifiche e le possibilità tecnologiche in questo
campo, specialmente nell'ambito delle attività relative all'attuazione
del progetto ITER (realizzazione di un reattore - collaborazione tra UE,
Russia, Canada e Giappone). La cooperazione verterà sui seguenti
campi di ricerca: comportamento del plasma nei tokamak della generazione
attuale e della prossima generazione; impianti diversi dai tokamak; tecnologia
della fusione magnetica; teoria e fisica applicata dei plasma; elaborazione
di politiche in materia di piani e di programmi; altri campi da definire
di comune accordo tra le parti. Le modalità di attuazione di questa
cooperazione sono identiche a quelle riprese nell'accordo sulla sicurezza
nucleare, con due eccezioni: le decisioni del comitato di coordinamento
saranno prese all'unanimità (di comune accordo per quanto riguarda
l'accordo sulla sicurezza) e l'accordo è concluso per un periodo
iniziale di cinque anni, prorogabile per tacito consenso ogni cinque anni.
RICERCA: firma di un accordo
di cooperazione CCR-CNR
Il direttore generale del Centro
comune di ricerca (CCR), Barry McSweeney, e il presidente del Consiglio
Nazionale delle Ricerche (CNR), Lucio Bianco hanno firmato il 25 ottobre
a Roma, un nuovo accordo in vista di un rafforzamento della cooperazione
tra il CCR e l'organizzazione italiana nel contesto del nuovo Spazio europeo
della ricerca. L'accordo che copre i settori dell'ambiente e dello sviluppo
sostenibile, dell'alimentazione e della biomedicina, della sicurezza dei
sistemi informatici, della metrologia e delle ricerche socio-economiche,
prevede: - la realizzazione di progetti comuni che condividono la stessa
infrastruttura; - dei cambiamenti temporanei di personale scientifico;
- degli aggiornamenti periodici delle attività e delle strategie
di ricerca; - l'organizzazione congiunta di gruppi di lavoro, conferenze
e sessioni di formazione; - l'identificazione di argomenti per tesi; -
l'elaborazione congiunta di documenti scientifici e di pubblicazioni.
UE/RICERCA: decisione della Commissione sulla partecipazione
delle aziende e sulla diffusione dei risultati
La Commissione europea ha adottato il 5 settembnre per
procedura scritta, la proposta di decisione relativa: 1) alle regole di
partecipazione delle aziende, dei centri di ricerca e delle università;
2) alle regole di diffusione dei risultati di ricerca per l'attuazione
del 6° Programma Quadro di ricerca (2002-2006). Questa proposta sarà
sottoposta al Parlamento europeo e al Consiglio secondo la procedura di
codecisione.
UE/TRASPORTI: la Commissione presenta il suo Libro
bianco insistendo sulla sicurezza e i diritti dei passeggeri
L'ambizione della Commissione, si precisa in un comunicato,
è di riallineare la politica europea dei trasporti sulle richieste
e le necessità dei cittadini puntando sulla promozione dei diritti
dei viaggiatori, il consolidamento della sicurezza, la qualità del
trasporto, la realizzazione delle grandi infrastrutture. L'obiettivo è
anche quelloriequilibrare i modi di trasporto, grazie ad una politica attiva
di rilancio della rotaia, la promozione dei trasporti marittimi e fluviali
e lo sviluppo dell'intermodalità.
Il Libro bianco è disponibile su Internet in inglese,
francese e tedesco http://www.europa.eu.int/comm/energy_transport/en/lb_en.html
UE/RICERCA: la presidenza belga mira ad una posizione
comune per il sesto programma quadro di dicembre
La proposta del sesto programma quadro per la ricerca
mira a fornire un quadro per la ricerca europea dal 2002 al 2006. Con una
dotazione di 17,5 miliardi di euro è un elemento importante per
l'attuazione dello Spazio europeo di ricerca a cui tiene molto la Commissione.
Ritenendo che si debba garantire una continuità
tra la fine del quinto programma quadro nel dicembre 2002 e l'inizio del
sesto, in gennaio 2003, per evitare interruzioni di cui patirebbe la comunità
scientifica dell'UE, il ministro belga per la ricerca, de Donnea, ha detto
venerdì alla stampa che vuole arrivare a una posizione comune con
la presidenza belga, per permettere la definitiva adozione del sesto programma
quadro nel primo semestre 2002.
Il ministro belga ricorda che aveva avviato per questo
un dialogo con la commissione parlamentare della ricerca e incontri con
Busquin, commissario europeo alla ricerca, e che ha fatto un giro delle
capitali dell'UE per incontrare i ministri in causa. De Donnea afferma,
grazie a tali passi, che vi è un ampio consenso sulla struttura
della proposta della Commissione, sulla dotazione di bilancio proposta
e sul principio generale di "concentrazione" dei temi di ricerca richiesti
dall'Esecutivo europeo.
Ha enumerato delle convergenze su posizioni su cui la
maggior parte degli Stati membri, come il PE, si allontanano dalla proposta
della Commissione. Ritiene si debba tener conto di questo e adattare il
testo iniziale. Tra i punti citiamo: - il posto delle piccole strutture
(PMI, piccole unità di ricerca) nei grandi programmi: garanzie ulteriori
dovranno fornirsi a riguardo; - transizione tra strumenti del quinto programma
e nuovi strumenti del sesto: vari Stati membri danno importanza al sostegno
di piccoli progetti e si interrogano sui nuovi strumenti proposti, di maggiori
dimensioni, come reti di eccellenza e progetti integrati. De Donnea ritiene
che si debba mettere in opera un insieme di meccanismi transitori per permettere
alle entità che lavorano nel quadro del quinto programma di adattarsi
progressivamente alle esigenze dei progetti integrati; - l'introduzione
di un meccanismo di gestione dei progetti decentralizzati verso entità
che partecipano ai progetti integrati (attualmente la gestione dei progetti
viene garantita dalla Commissione).
De Donnea ritiene che si dovrebbe garantire la trasparenza
e un adeguato controllo della gestione in particolare da parte delle competenti
autorità degli Stati e ricorda che l'idea di un gestore esterno
alla Commissione e alle unità viene a volte proposta; che i programmi
specifici precisino i dettagli dell'attuazione del sesto programma.
La presidenza belga afferma che il PE e i vari Stati ritengono che il fatto
che un unico programma specifico riguardi l'insieme dei progetti tematici
potrebbe porre un problema di controllo. "Si dovrebbe trovare una soluzione
che concili la possibilità di avere una visione strategica e globale
della ricerca europea da un lato, e la presa in conto di temi settoriali
dall'altro.
Deve esser possibile ad esempio creando un comitato di
programma, a competenza orizzontale, che guidi varie unità specifiche,
ha detto de Donnea. Infine il presidente del Consiglio ricerca pensa che
si debba prendere in esame la volontà del PE e di vari Stati di
accentuare alcuni aspetti delle priorità tematiche come le tecnologie
marine, salute, sicurezza, malattie tradizionali, sviluppo durevole, le
energie rinnovabili e i trasporti di superficie.
Trattandosi della proposta di programma quadro detta
"Euratom" che sarà esaminata dalla presidenza bega, de Donnea ricorda
che per la fissione la maggior parte degli Stati membri pongono l'accento
sulla sicurezza nucleare e la gestione delle scorie. Per la fusione, in
particolare per il reattore sperimentale "iter" ricorda che la maggior
parte dei paesi membri ritengono che sia una energia del futuro che possa
completare l'apporto di energie rinnovabili. Per questo auspicano un aumento
di bilancio per continuare adeguatamente i lavori su Iter. Prevedono poi
di costruire il reattore nell'UE e non altrove, dato che Canada, Giappone
e Russia sono nostri partners per il progetto. Ha infine ricordato che
la Conferenza della presidenza del Consiglio ricerca che si terrà
il 17 e 18 settembre a Bruxelles sarà basata sull'eccellenza e la
mobilità della ricerca dell'UE nella prospettiva d apertura sul
mondo.
(Agence Europe, 12 settembre 2001)
PE/CULTURA: la relazione del parlamentare italiano
Ruffolo chiede alla Commissione di creare un osservatorio europeo della
cooperazione culturale
La commissione cultura del Parlamento europeo, con l'adozione
della relazione sulla cooperazione culturale nella UE di Giorgio Ruffolo
del gruppo PSE, chiede alla Commissione europea di: - presentare al Parlamento
e al Consiglio una proposta di raccomandazione in cui si impegnerà
a presentare a queste due istituzioni un arelazione annua sulle politiche
culturali dell'UE e degli Stati membri e in cui inviterà gli Stati
membri a contribuire attivamente all'elaborazione e alla realizzazione
di un piano triennale di cooperazione culturale; - creare un osservatorio
europeo della cooperazione culturale destinato a promuovere lo scambio
di informazioni e la congiunzione delle politiche culturali degli Stati
membri e della politica culturale comunitaria; - effettuare uno studio
sull'eventuale avvicinamento a livello comunitario dei principi che disciplinano
il trattamento fiscale delle opere d'arte e del lavoro artistico alla luce
dell'IVA nonché delle disposizioni fiscali che disciplinano la circolazione
degli artisti in seno all'UE.
La commissione parlamentare raccomanda infine di riaffermare
al vertice dell'OMC la posizione dell'UE circa due esigenze essenziali:
potenziare la competitività dell'industria culturale europea con
una strettaa collaborazione culturale e rispettare in ogni caso il principio
dell'abuso di posizione dominante nel commercio dei beni e dei servizi
culturali.
(Agence Europe, 1 settembre 2001)
UE/RICERCA: primo incontro dei 28 ministri per la
ricerca dell’UE e dei paesi candidati nel contesto della preparazione del
6° programma quadro
Il 12 luglio si sono riuniti a Bruxelles i 28 ministri
per la ricerca in un incontro informale con il commissario Busquin che
ha permesso di fare il punto sulle preoccupazioni e aspettative dei paesi
candidati nel contesto della preparazione del 6° programma quadro.
I ministri dei paesi candidati, che sono tutti tranne la Turchia già
associati al 5° programma quadro, hanno colto l’occasione di
questa riunione per evidenziare l’importanza che riveste per loro
la cooperazione scientifica a livello europeo ma anche lo sviluppo delle
attività di ricerca a livello nazionale e hanno insistito sulla
necessità di prevedere meccanismi che garantiscono che la mobilità
dei ricercatori non si traduca in una fuga di cervelli verso occidente.
Busquin ha precisato a questo proposito che si dovrebbero prevedere delle
borse Marie Curie per la mobilità dei ricercatori tra i paesi candidati,
egli ha inoltre ricordato che entro la fine del mese la Commissione dovrebbe
adottare una comunicazione sulle modalità di partecipazione al 6°
programma quadro.
(Agence Europe, 13 luglio 2001)
UE/CORTE DI GIUSTIZIA: sei università italiane
sono state condannate per non aver tenuto conto dell’anzianità dei
loro lettori di lingue straniere nella fissazione del loro salario
La Corte ha evidenziato come i lettori con 10 o 20 anni
di carriera venivano riassunti con contratti a durata indeterminata con
lo stesso salario dei giovani lettori al primo contratto. Si tratta
delle università di Milano, Pisa, la Sapienza di Roma, della Basilicata,
l’Orientale di Napoli e Palermo. Le università sono organi
di diritto pubblico ma i contratti che le legano ai lettori sono contratti
di diritto privato redatti in base alla legge italiana del 1962 (L 230).
In base ad essa se un lavoratore vede il proprio contratto di lavoro a
durata determinata mutato in contratto a durata indeterminata, il nuovo
contratto esiste dalla data della prima assunzione del lavoratore. Inoltre
i lettori beneficiano delle disposizioni di una recente legge del 1995
(L 236) che garantisce loro i “diritti acquisiti nel quadro dei rapporti
di lavoro precedenti” (cioé anzianità e previdenza sociale).
La legge del 1995 era stata adottata dopo che dei lettori avevano vinto
due processi in Corte di giustizia europea per un ricorso che si fondava
sulla convinzione che avere solo contratti a durata determinata fosse una
discriminazione rispetto agli insegnanti italiani che potevano invece beneficiare
di contratti a durata indeterminata. Da sottolineare inoltre che
con la legge del 1995 il termine “lettori” è stato soprresso trasformandolo
in “collaboratori ed esperti linguistici di lingua materna”.
(Agence Europe, 7 luglio 2001)
PE/RICERCA: il relatore del PE sul 6° programma
quadro, Caudron, prevede modifiche sostanziali ma senza rimettere in causa
i grandi equilibri
Il progetto di relazione sostiene che l’inserimento di
tutte le priorità tematiche in un unico specifico programma non
è accettabile e suggerisce di separarle in tre proposte specifiche
: le tecnologie; le priorità del “bio”; la società dell’informazione.
Il documento suggerisce poi delle modifiche per ognuna delle 8 priorità
fissate dalla Commissione europea. Per le infrastrutture di ricerca Caudron
precisa che non deve trattarsi automaticamente di grandi strutture e insiste
sulla dimensione regionale e trans-regionale. Per quanto riguarda il bilancio
l’importo globale di 17,5 miliardi di Euro non puo’ essere ridotto e si
dovrà mantenere la quota del 15% proposta dalla Commissione, destinata
alle PMI e i 715 milioni per il CCR. Caudron propone anche di aumentare
gli stanziamenti per la sicurezza alimentare e i rischi per la salute e
per le scienze umane, di modificare gli stanziamenti per la genomica, di
stanziare crediti per i trasporti in superficie.
Riguardo all’articolo 169 del Trattato, mai applicato
fino ad ora, che permette alla Commissione di partecipare a progetti di
ricerca comuni di vari Stati membri, Caudron ritiene che il suo utilizzo
non sarà abbastanza frequente da giustificare l’abilitazione chiesta
dalla Commissione per evitare una procedura di codecisione per ogni progetto.
Caudron ricorda invece che un altro articolo, il 168, prevede che nell’attuazione
del programma quadro pluriennale si possono decidere dei programmi complementari.
Si tratta di programmi ai quali partecipano unicamente alcuni Stati membri
che garantiscono il loro finanziamento su riserva d’una partecipazione
eventuale della Comunità. Caudron sottolinea come questo meccanismo
ben utilizzato per l’apertura dei programmi nazionali di ricerca consentirebbe
a ogni Stato membro che lo auspica di diventare il paese ospite d’un settore
di ricerca particolare.
(Agence Europe, 30 giugno 2001)
UE/RICERCA: il Consiglio non ha ancora preso posizione
sul bilancio del futuro programma quadro
Il Consiglio dei ministri del 26 giugno scorso ha permesso
di fare il punto della situazione sulla posizione degli Stati membri
sul 6° programma quadro. I ministri hanno approvato la concentrazione
di mezzi sulle priorità selezionate dalla Commissione pur auspicando
che alcuni settori siano aggiunti o potenziati, come: le scienze marittime,
l’agricoltura, le fonti di energia rinnovabili e i trasporti. Le conclusioni
della presidenza svedese evidenziano anche la volontà del Consiglio
di strutturare meglio la parte sull’anticipazione dei fabisogni dell’UE,
di potenziare la cooperazione internazionale e di evitare qualsiasi finanziamento
diretto delle infrastrutture di ricerca con il bilancio comunitario.
(Agence Europe, 28 giugno 2001)
UE/RICERCA: la Commissione approva una strategia per
sviluppare la mobilità dei ricercatori
La Commissione ha adottato una comunicazione su una “Strategia
per la mobilità in seno allo spazio europeo di ricerca”. Nel documento,
che tiene conto delle difficoltà e delle prospettive del prossimo
allargamento, si propone di creare un ambiente favorevole alla mobilità
dei ricercatori e creare una riserva di ricercatori qualificati che permetta
non solo di mettere termine al fenomeno della fuga dei cervelli ma anche
di attirare i ricercatori stranieri. La Commissione propone inoltre di
creare un portale Internet che colleghi i siti nazionali e della Commissione
per aprire ai ricercatori un punto d’ingresso comune alle informazioni
disponibili al livello dei paesi e dell’UE. Verrà incoraggiata la
creazione di centri di mobilità incaricati di aiutare i ricercatori
nei temi giuridici e amministrativi e di una rete nazionale di mediatori
per esaminare i ricorsi dei ricercatori.
Le altre misure della comunicazione riguardano:
- I metodi di reclutamento: la Commissione vuole incoraggiare
gli Stati membri, le regioni e gli altri attroi nel campo della ricerca
(università, centri di ricerca, ecc.) a prendere misure per meglio
pubblicizzare posti a livello internazionale;
- Qualità dell’accoglienza: la Commissione preparerà
una Carta della qualità che garantisca un minimo livello di assistenza
per l’integrazione dell’ambiente professionale e sociale del paese
ospitante e per il settore fiscale e di proprietà intellettuale;
- La situazione giuridica: la Commissione esaminerà
la possibilità di creare una “Carta del ricercatore comunitario”
o un visto scientifico che permetta ai ricercatori dei paesi terzi di entrare
facilmente nell’UE.
(Agence Europe, 23 giugno 2001)
UE/RICERCA: la presidenza belga auspica di arrivare
ad una posizione comune sul 6° programma quadro
La nuova presidenza vuole contribuire in modo decisivo
alla creazione dello spazio europeo di ricerca e orientare in modo costruttivo
in collaborazione con il parlamento i dibattiti che porteranno all’approvazione
del nuovo programma quadro di ricerca (2002-2006). Il prossimo presidente
del Consiglio ricerca, il ministro belga de Donnea, auspica di poter arrivare
ad un aposizione comune tra Parlamento e Consiglio. Egli ritiene che il
successo della ricerca europea dipenderà dall’ampia apertura al
mondo e propone di migliorare l’interesse dell’UE per i ricercartori insistendo
soprattutto sulla mobilità e sull’accrescere l’interesse dei giovani
e delle donne per la ricerca scientifica. Infine la futura presidenza belga
sottolinea la necessità di rafforzare la ricerca sulle malattie
che possono trasmettersi e le patologie infettive tropicali.
Ecco in sintesi un quadro delle manifestazioni che la
presidenza belga organizzerà nei prossimi mesi: 17-18 settembre
a Bruxelles, conferenza su “per una ricerca europea aperta al mondo: eccellenza,
mobilità, scambi”; 29-30 ottobre a Bruges, conferenza su “rafforzare
il valore aggiunto delle scienze umani e sociali”; 12-13 novembre a Bruxelles,
conferenza sulle migliori pratiche internazionali per la ricerca; 19 novembre
a Liegi, conferenza sul ruolo delle PMI nel 6° programma quadro; 17-18
dicembre a Bruxelles, conferenza su “diffusione delle scienze in Europa
e nelle sue regioni”.
Dal 1° luglio 2001 il servizio Cordis ha inaugurato
il sito della presidenza
belga.
(Agence Europe, 23 giugno 2001)
UE/RICERCA: istituito il Consiglio consultivo europeo
per la ricerca aeronautica
Il commissario Busquin ha aperto la prima riunione del
Consiglio per la ricerca aeronautica in Europa (ACARE), in occasione del
salone aeronautico del Bourget, Parigi. Il Consiglio, che comprende una
trentina di membri rappresentanti gli Stati membre, la Commissione, il
mondo universitario e le industrie, dovrà definire le priorità
e un calendario di ricerca per attuare gli obbiettivi definiti nel documento
di strategia "Prospettiva 2020 per l'aeronautica", presentato lo scorso
gennaio. L'obbiettivo è di riuscire, entro il 2020, a ridurre ad
un quinto il numero di incidenti, di ridurre del 50% le emissioni acustiche
e di CO2 degli aerei e di migliorare
la capacità del sistema di controllo del traffico aereo.
(Agence Europe, 21 giugno
2001)
PE/CULTURA: il Parlamento europeo invita la Commissione
a pubblicare un "libro verde" sul commercio illegale di beni culturali
Il PE ha adottato una relazione sull'applicazione della
legislazione comunitaria sul commercio illegale dei beni culturali. Sulla
base di una relazione della Commissione europea del marzo 2000, i deputati
europeiritengono che il commercio illegale di beni culturali ha raggiunto
ormai proporzioni tali da danneggiare gravemente il patrimonio culturale
degli Stati membri. Il PE invita quindi la Commissione ad elaborare un
Libro verde che riprenda questi elementi: -quadro della situazione attuale,
compreso l'elenco e l'identificazione delle principali opere d'arte rubate
e non recuperate; -raccomandazioni agli Stati membri affinché elaborino
un formulario in diverse lingue che riprenda l'indicazione della natura
e delle caratteristiche del bene sottratto, se necessario la sua fotografia,
nonché informazioni relative ai sistemi di informazione Schenghen
(SIS II) e doganali (SID); -l'apertura di un sito Internetdove accedere
ai formulari e alle immagini; -l'adesione dell'Unione europea alla Convenzione
sul recupero delle opere d'arte rubate, firmata a Roma il 24 giugno 1985.
(Agence Europe, 15 giugno
2001)
UE/RICERCA: la Commissione attribuirà 4,5
milioni di euro al consorzio EMMA per lo sviluppo delle ricerche sui topi
La Commissione ha annunciato l'apertura di negoziati
con il consorzio EMMA (European Mutant Mouse Archive) per attribuire un
importo pari a 4,5 milioni di Euro per rafforzare la rete e per sviluppare
gli sforzi di ricerca sui topi che sono un interessante modello per i lavori
post-genomici sull'essere umano. Le ricerche condotte sui topi permettono
infatti di comprendere meglio lo sviluppo di alcune malattie come il tumore
e scoprire nuove opportunità terapeutiche. La rete EMMA si è
sviluppata intorno al centro di Monterotondo, vicino Roma, che ha una capacità
di conservazione di 40.000 tipi di topi. Il consorzio comprende 7 partners
tra cui il CNR e l'Istituto di biologia cellulare.
(Agence Europe, 11-12 giugno
2001)
UE/LINGUE: nuovo finanziamento per l'Anno europeo
delle lingue
La Commissione ha deciso di sbloccare 4,2 milioni di
Euro per finanziare altri 142 progetti nell'ambito dell'Anno europeo delle
lingue. Questo finanziamento si aggiunge agli 1,75 milioni di Euro già
attribuiti al programma nel gennaio scorso ed è destinato in particolare
ad una celebrazione in diverse lingue di Emanuele Kant e all'entrata in
servizio di un vagone di treno dedicato all'apprendimento delle lingue.
(Agence Europe, 11-12 giugno
2001)
UE/AMBIENTE: il Consiglio adotta la direttiva sulla
riduzione delle emissioni, le direttive sulla raccolta dei residui di apparecchiature
elettriche ed elettroniche e stabilisce le priorità per l'ambiente
per il periodo 2001-2010
Il Consiglio Ambiente riunitosi giovedi 7 giugno ha approvato
l'adozione della direttiva che ridurrà le emissioni degli autoveicoli
quando vengono avviati a freddo e permetterà anche di migliorare
la qualità atmosferica degli agglomerati urbani ad alta densità
e limitare gli episodi di inquinamento da ozono. Il Consiglio ha anche
raccolto l'accordo unanime su due direttive che permetteranno di frenare
l'accumularsi dei rifiuti risultanti da attrezzature elettriche ed elettroniche,
grazie ad obbiettivi vincolanti in materia di raccolta selettiva e riciclaggio,
che potrà essere del 50-80% a seconda delle attrezzature. Il provvedimento
servirà a tutelare il suolo e l'acqua, imponendo la sostituzione,
nel 2007, di sostanze pericolose quali il piombo, il cromo e il cadmio.
E' stata rafforzata inoltre la portata del sesto programma d'azione per
l'ambiente approvando le seguenti priorità: -cambiamenti climatici;
-biodiversità; -nesso tra ambiente e salute; -impiego delle risorse
naturali.
(Agence Europe, 8 giugno
2001)
UE/RICERCA: Busquin firma un accordo con la BEI
per vitalizzare l'investimento nella ricerca
Il commissario per la ricerca ed il presidente della
Banca europea degli investimenti (BEI), Maystadt hanno firmato un accordo
che dovrebbe servire a meglio combinare le azioni e i finanziamenti del
programma quadro di ricerca con i possibili prestiti della BEI e del suo
strumento FEI, fondi capitale a rischio. Questo accordo risponde ad una
domanda reale da parte del mondo della ricerca scientifica per disporre
di modi di finanziamento diversificati che comprendono cosi sovvenzioni,
prestiti e capitale a rischio. L'accordo prevede: -la creazione di un gruppo
congiunto di pilotaggio; -la diffusione di informazioni ai potenziali beneficiari
dui rispettivi strumenti; -uno scambio d'informazioni regolari e riunioni
periodiche ad alto livello tenute prima del Consiglio europeo primaverile
per valutare i risultati ed identificare nuovi orientamenti. Le azioni
combinate riguarderanno in partivolare: -progetto di ricerca e gestione
dei risultati; -infrastrutture di ricerca; -fornitura di capitale a rischio
agli incubatori e alle imprese di alta tecnologia. In definitiva si tratta
di uno strumento che permette a centri di ricerca e PMI di beneficiare
sia di un sostegno per un progetto di ricerca tramite il programma quadro,
sia di un intervento della BEI per finanziare infrastrutture che non possono
essere garantite all'interno del programma comunitario per la ricerca.
(Agence Europe, 7 giugno
2001)
UE/SANITA': il Consiglio ha adottato una posizione
comune sul nuovo Programma d'azione per la Sanità Pubblica
(2001-2006)
Martedi 5 giugno il Consiglio doveva cercare di arrivare
ad una posizione comune, risolvendo le due questioni poste dal Parlamento.
Il PE, nel corso della codecisione, aveva infatti modificato il bilancio
portandolo da 300 a 380 milioni di Euro, e aveva chiesto inoltre
di creare un centro di coordinamento e sorveglianza sanitaria.
Il consiglio non ha seguito le indicazioni del Parlamento,
sia riguardo alla creazione di una rete strutturata di sorveglianza epidemiologica
nell'Unione europea, sia rivedendo al ribasso il bilancio del nuovo programma,
fissando a 280 milioni il budget complessivo per l'opposizione di Gran
Bretagna, Olanda, Germania e Svezia che non volevano superare i 260 milioni
di Euro. Il Consiglio accetta la creazione di una rete ma limitandosi a
menzionare che dovrà essere dotata di strutture opportune, formula
ambigua conveniente alla Francia che vorrebbe dare visibilità a
questa rete evitando di infastidire alcuni Stati membri o la Commissione
che non voleva una struttura forte che rischiasse di divenire, in seguito,
un'agenzia dell'Unione.
Per il resto il Consiglio ha adottato una raccomandazione
sul consumo di alcolici da parte di bambini e adolescenti che raccomanda
una strategia comune comprendente: -sviluppo della ricerca sul consumo
di alcolici da parte di giovani; -rafforzamento della prevenzione; -sforzi
per meglio coinvolgere i giovani nelle politiche e azioni di sanità
pubblica che li riguradano; -lotta alla vendita ai minorenni di alcolici;
-misure di lotta alla dipendenza.
(Agence Europe, 5-6 giugno
2001)
UE/RICERCA: la Commissione ha adottato le proposte
di decisione sui programmi specifici del 6° Programma Quadro con le
precisioni attese dal Parlamento e dal Consiglio sulle priorità
e i nuovi strumenti
La Commissione europea ha adottato i testi relativi sia
al contenuto sia all'attuazione dei programmi specifici previsti nell'ambito
del prossimo Programma Quadro di ricerca, la cui proposta è attualmente
sottoposta all'esame del Parlamento europeo e del Consiglio in vista della
sua adozione per la primavera 2002. Il Parlamento in questa fase dispone
di poteri di codecisione unicamente sul quadro molto generale fornito dal
programma quadro, mentre i programmi specifici sono adottati tramite decisioni
del Consiglio. LA Commissione ha adottato inoltre una comunicazione sull'applicazione
dell'articolo 169 del Trattato e il collegamento in rete dei programmi
nazionali. In questo modo la Commissione risponde alle interrogazioni suscitate
da questo articolo mai impiegato fino ad oggi e che prevede sulla base
di una procedura, la possibilità per la Comunità di partecipare
finanziariamente a programmi intrapresi in comune da vari Stati membri.
La Commissione ricorda che oltre l'80% delle azioni pubbliche
di ricerca è stato condotto a livello nazionale, soprattutto nell'ambito
di programmi nazionali e regionali, e che è necessario mettere in
rete queste attività nel processo di strutturazione dello Spazio
europeo della ricerca. L'esecuzione comune di programmi di ricerca sarebbe
garantita tarmite un programma di lavoro comune che dovrebbe in particolare
implicare: -un piano di finanziamento comune; - ilriorientamento di alcune
attività per rafforzare la complementarietà; -il lancio di
bandi per proposte comuni; -un effetto strutturante.
(Agence Europe, 31 maggio-1giugno
2001)
UE/EDUCAZIONE: la creazione di uno spazio europeo
dell'insegnamento
I ministri dell'istruzione superiore di 29 paesi europei
si sono riuniti il 18 e 19 maggio a Praga per una conferenza sulle
conseguenze della "dichiarazione di Bologna" del giugno 1999, che mira
a creare uno spazio europeo dell'istruzione superiore. Le discussioni riguardano
soprattutto il modo di rendere più comprensibili e comparabili i
sistemi nazionali di insegnamento superiore, di garantire la qualità
a livello di insegnamento e di sviluppare una dimensione europea dell'insegnamento
europeo. Alcuni rappresentanti dell'ESIB (National unions Students in Europe)
e la Confederazione delle Conferenze dei Rettori europei (membro dell'EUA-European
University Association) presenteranno una dichiarazione ai paesi partecipanti.
La Presidenza svedese informerà poi sui risultati della conferenza
il Consiglio dei ministri dell'istruzione previsto per il prossimo 28 maggio.
(Agence Europe, 19 maggio
2001)
PE/RICERCA: dibattito parlamentare sulla proposta
della Commissione sul progetto del VI Programma Quadro: idee per la relazione
del Parlamento
Il parlamentare francese Caudron, relatore del PE sul
sesto programma quadro di ricerca e sviluppo, ritiene che la struttura
generale della proposta del commissario Busquin non dovrebbe essere stravolta.
Insiste pero' sulla necessità di garantire il massimo di trasparenza
a tutti i livelli di attuazione.
In particolare nei vari settori di ricerca prioritari
scelti dalla Commissione Caudron propone i seguenti miglioramenti:
- genomica e biotecnologie della salute: garantire
la continuità della lotta alle grandi malattie e alle malattie rare
con le ricerche in corso classiche che si attuano a livello europeo, ed
ampliare la ricerca sostenuta allo sviluppo e le applicazioni delle tecnologie
in alimentazione e ambiente;
- società dell'informazione: perfezionare
la dimensione "conseguenze in termine di organizzazione umana" e quella
sulla "protezione della vita privata" se si vuole che lo strumento resti
al servizio dell'uomo, ed includere tutto cio' che riguarda la nano elettronica;
- nanotecnologie, materiali intelligenti: si auspica
una maggiore chiarezza per tutti i settori che possono essere in causa
in questa azione prioritaria;
- sicurezza alimentare e rischi per la salute:
si consiglia di strutturare e precisare meglio la proposta e di aumentare
gli stanziamenti;
- sviluppo durevole e mutamento planetario: questa
priorità, proprio per la sua importanza, secondo Caudron, merita
di essere riscritta completamente e di essere dotatadi stanziamenti maggiori,
e prevedere il rafforzamento della ricerca nei trasporti di superficie,
in termini di sicurezza, comfort, pulizia e fluidità; non devono
poi essere dimenticate priorità come mare e litorale, suolo e acqua;
- cittadini e buona amministrazione: si suggerisce
di riprendere il tema "città del domani e patrimonio culturale"
che si trova nel quinto PQ; il relatore Caudron vorrebbe poi approfondire
il dibattito parlamentare su: la costruzione navale, le infrastrutture
di ricerca, fusione termonucleare e ITER, necessità di mettere tutti
i settori prioritari in un unico specifico programma.
Vari deputati europei, ricercatori e addetti del settore
industriale hanno contribuito al dibattito apertosi nello scorso febbraio.
I contributi possono consultarsi sul seguente sito internet: http://www.citoyendeurope.org/
(Agence Europe, 16 maggio
2001)
UE/AMBIENTE/RICERCA: conferenza internazionale
sul contributo della ricerca allo sviluppo sostenibile
Dal 9 all'11 maggio si è tenuta a Stoccolma la
conferenza dal tema "Colmare il divario tra risultati della ricerca e la
politica ambientale", con l'obbiettivo di migliorare il contributo degli
ambienti scientifici alla politica di sviluppo sostenibile perseguita dalla
UE. La conferenza è stata organizzata assieme alla Presidenza Svedese
del Consiglio, dalla Commissione Europea e dall'Agenzia europea dell'ambiente
(AEA). In questa occasione il commissario alla ricerca Busquin ha dichiarato
di voler porre la sostenibilità come punto essenziale della
ricerca europea. La proposta del sesto programma quadro di ricerca e sviluppo
tecnologico, attualmente all'esame del Consiglio e del Parlamento, considera
infatti la sostenibilità come una priorità per la produzione
di conoscenze e di tecnologie, specialmente nei settori dei trasporti,
dell'energie e della mobilità, insistendo sul collegamento in rete
di tutte le équipe europee di ricercatori. Secondo Busquin la ricerca
già serve gli obbiettivi dello sviluppo sostenibile, permettendo
per esempio di ridurre i consumi idrici, di aumentare la produttività
dell'acqua nell'industria cartaria, di fornire metodi di valutazione dei
costi dei diversi cicli di carburante e analisi che consentono di capire
il fenomeno dei cambiamenti climatici e di tentare di arginarlo.
Margot Wallstrom, commissario europeo all'ambiente, ha
ricordato alla comunità scientifica di concentrare la sua ricerca
sugli elementi contrari allo sviluppo sostenibile per: -lottare contro
i cambiamenti climatici; -gestire efficacemente le risorse naturali; -affrontare
i problemi sanitari e di finanziamento delle cure saniatrie; -sviluppare
un apolitica di utilizzazione dei suoli e dei trasporti che incoraggi la
mobilità sostenibile; -lottare contro l'emarginazione sociale e
la povertà; -risolvere i problemi legati all'invecchiamento della
popolazione. Questi sono infatti i settori d'azione prioritari per la Commissione
e che rappresenteranno la strategia per lo sviluppo sostenibile che sarà
sottoposta ai capi di Stato e di governo al Vertice europeo di Goteborg
il prossimo 15-16 giungo.
(Agence Europe, 11 maggio
2001)
UE/STATI UNITI/RICERCA: un accordo in materia di
energia
Lunedi 14 maggio il Commissario Busquin e il Segretario
per l'Energia americano Abraham, firmeranno un accordo per l'avvio della
cooperazione in tema di ricerca sull'energia non nucleare, nell'ambito
dell'accordo di cooperazione scientifica e tecnologica tra l'Unione europea
e gli Stati Uniti.I settori coperti dall'accordo sono quattro: 1) le risorse
in energia derivante da combustibili fossili (tra cui la produzione di
elettricità e l'attenuazionedel cambiamento climatico); 2) le nuove
fonti di energia (comprese le pile da combustibile e l'utilizzazione dell'idrogeno);
3) il rendimento energetico (compreso il trasporto e lo stoccaggio dell'energia);
4) la condivisione di impianti di ricerca e di sviluppo unici. L'accordo
prevederà tra gli altri strumenti : - possibilità reciproche
di partecipazione degli scienziati ai programmi di ricerca applicati; -
scambio e fornitura di dati e di informazioni sulle attività di
ricerca; - scambi di ricercatori, ingegneri ed altri specialisti; - scambio
o fornitura di campioni.
(Agence Europe, 11 maggio
2001)
UE/AMBIENTE: la Commissione ha adottato il programma
"Aria pura per l'Europa"
Il 7 maggio la Commissione ha adottato il nuovo programma
"Aria pura per l'Europa" che entro il 2004 definirà una strategia
diretta alla lotta contro l'inquinamento. Tale programma costituisce la
prima delle strategie tematiche per l'ambiente annunciate nella proposta
della Commissione del VI Programma Quadro e ha l'obbiettivo do migliorare
la qualità della vita dei cittadini attraverso il perfezionamento
del quadro legislativo che opera nella lotta contro l'inquinamento. Il
programma "Aria pura per l'Europa" sarà un quadro per elaborare
nuove norme di qualità dell'aria, per fissare massimali nazionali
di emissioni e per la raccolta e la presentazione delle informazioni scientifiche
e tecniche necessarie. I due assi di intervento prioritari del programma
CAFE (Clean Air for Europe) si concentreranno sulle particelle e l'ozono
troposferico, ritenuti dannosi per l'ambiente e la salute umana.
(Agence Europe, 10 maggio
2001)
PE/SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE: adottata la relazione
sulla ricerca dell'UE su Internet della prossima generazione
Il Parlamento Europeo ha adottato il 3 maggio la relazione
del parlamentare Harbouor sulla promozione della ricerca su Internet della
prossima generazione (Internet II), nell'ambito del V Programma Quadro
di ricerca e sviluppo. L'obbiettivo è quello di rafforzare la presenza
dell'UE nell'organizzazione di Internet attraverso: la creazione di una
rete transeuropea ad altissima velocità, dotata di una capacità
di 100 gigabit/secondo, lo sviluppo di infrastrutture a banda larga e il
miglioramento della sicurezza su Internet.
(Agence Europe, 5 maggio
2001)
UE/RICERCA: Busquin presenta un nuovo inventario
della ricerca sulle encefalopatie spongiformi trasmissibili
Il Commissario Philippe Busquin ha presentato, durante
una conferenza stampa che si è tenuta il 23 aprile, la situazione
della ricerca europea sulle encefalopatie spongiformi trasmissibili, compresa
l'ESB. Questo inventario è stato realizzato dal gruppo di esperti
d'alto livello creato in seguito ad una richiesta formulata dal Consiglio
Ricerca, lo scorso 16 novembre. Le conclusioni alle quali gli esperti sono
giunti dovrebbero permettere di migliorare il coordinamento delle ricerche
effettuate in Europa. Un bando di gare dovrebbe in futuro essere lanciato
a questo scopo. L'inventario puo' essere consultato su Internet (www.europa.eu.int/comm/research/press/2001/pr2304en.html).
Busquin ha ricordato che il documento mostra la necessità
di migliorare la complementarità e la coerenza degli sforzi europei
di ricerca, e che la Commissione ha già preso varie iniziative in
tale settore di ricerca in particolare tramite un piano d'azione sulle
EST dotato di 50 milioni di Euro lanciato nel 1996.
(Agence Europe, 25 aprile
2001)
UE/MEDICINALI: la Commissione ha creato un gruppo
d'alto livello
La Commissione europea ha recentemente creato un gruppo
d'alto livello incaricato di studiare diversi aspetti della politica sanitaria
e dei medicinali. L'iniziativa spetta ai commissari Liikanen (Imprese e
società dell'informazione) e Byrne (salute e protezione dei consumatori).
Questo gruppo dovrebbe riunirsi tre volte nel corso di quest'anno e suggerire
soluzioni a diversi problemi: - l'accelerazione delle procedure d'autorizzazzione
della presentazione sul mercato; - le barriere addizionali alla messa sul
mercato di nuovi medicinali, che gli Stati membri creano fondandosi sul
controllo delle spese per la sanità pubblica; - la protezione della
proprietà intellettuale a livello comunitario e internazionale;
- i problemi legati all'esaurimento dei diritti conferiti dal marchio;
- le garanzie giuridiche da apportare, nel quadro dell'allargamento, per
il rispetto dei certificati di protezione complementari; - l'attuazione
e la salvaguardia dell'accordo TRIP's; - il sostegno all'innovazione per
il miglioramento della protezione dei dati; il sostegno allo sviluppo di
formule pediatriche; - l'ammorbimento delle regole relativa all'informazione
diretta dei pazienti; - il miglioramento dell'accesso al mercato per i
nuovi principi attivi; il lancio di un dibattito a livello europeo sulla
riforma strutturale dei sistemi sanitari e di sicurezza sociale ; il sostegno
alla ricerca e la messa in rete di centri d'eccellenza; la riduzione del
carico amministrativo e legale che pesa sulle imprese.
(Agence Europe, 13 aprile
2001)
UE/RICERCA: la Commissione
esprime il suo parere sulle infrastrutture di ricerca e sul SER
Secondo il documento di lavoro
dei servizi della Commissione dal titolo "A European research area for
infrastructures", nonostante gli esempi positivi come il CERN e l'ASE,
gli ultimi anni non hanno registrato molti successi. Al momento non esistono
meccanismi coordinati per determinare le principali esigenze e priorità
della ricerca europea. Le attuali strutture sono "molto complesse e indefinite",
secondo la Commissione, e la "frammentazione normativa rende estremamente
difficile la determinazione di priorità fra le infrastrutture che
servono comunità di ricerca diverse". Dove le infrastrutture esistono,
l'accesso trasnazionale è ancora limitato a causa dei diritti d'uso
imposti ai cittadini di altri paesi. Un ulteriore ostacolo per tali infrastrutture
è rappresentato dalla mancanza di massa critica. Inoltre, secondo
la Commissione, il potenziale delle reti di comunicazione elettronica non
è stato sfruttato appieno. Un maggior coordinamento a livello europeo
implica, in primo luogo, che l'infrastruttura dovrebbe reggersi su un sistema
di consulenza scientifica indipendente e, in secondo luogo, che dovrebbe
essere istituito un meccanismo approvato per sostenere le decisioni strategiche
in materia di infrastrutture, coinvolgendo tutti coloro che partecipano
al processo decisionale e si occupano a questioni legate ai finanziamenti.
Questo meccanismo potrebbe essere costituito da un Gruppo di studio di
alto livello sulle infrastrutture di ricerca.
(Cordis, 26 marzo 2001)
PE/SANITA': il Parlamento voterà mercoledi
4 aprile la relazione riguardante il Programma per la Sanità Pubblica
(2001-2006)
La relazione propone la creazione di un Centro di coordinamento
e di sorveglianza della sanità (CCSS) con le seguenti funzioni:
a) contribuire al funzionamento efficace del programma comunitario per
la sanità pubblica e al coordinamento dell'insieme delle azioni
che ne derivano; b) migliorare la sorveglianza epidemiologica sulla base
di dati forniti dalle reti comunitarie e nazionali.
Il Parlamento dovrebbe portare a 55 milioni di Euro la
dotazione finanziaria di questo programma. Tra le priorità del programma
la relazione insiste sui grandi problemi di sanità pubblica: -malattie
cardiovascolari; -disturbi neuropsichiatrici; - l'oncologia; - le lesioni
traumatiche non volute (incidenti); -la salute dei neonati e la pediatria;
- la salute delle donne; - le malattie neurogenerative legate all'invecchiamento;
- le diverse forme di diabete; - le malattie infettive e/o sessualmente
trasmissibili.
(Agence Europe, 4 aprile 2001)
UE/AMERICA LATINA: la Commissione cessa il finanziamento
all'Istituto per le relazioni Europa-America Latina (IRELA)
La Commissione ha deciso di interrompere il finanziamento
all'IRELA e di rivolgersi alle reti universitarie per realizzare
studi sulle relazioni UE/America Latina. L'IREA era stato fondato nel 1983
con finanziamenti dell'UE, ed era insediato a Madrid con l'obbiettivo di
sviluppare legami tra i due continenti. Nel 1997, a seguito dei controlli
effettuati che avevano evidenziato la cattiva gestione finanziaria dell'Istituto,
la Commissione aveva deciso di sospendere i finanziamenti, ma, spinta dal
Consiglio, aveva creato un gruppo di lavoro per cercare nuove alternative.
In una nota presentata alla commissione di controllo del bilancio del Parlamento
i commissari Patten e Screyer hanno rilevato che la situazione gestionale
dell'IREA si è degradata a tal punto da costringere la Commissione
a chiedere il recupero dei fondi e l'azione giudiziaria spagnola.
(Agence Europe, 21 marzo 2001)
UE/BIOTECNOLOGIE: il Parlamento Europeo sostiene
lo sviluppo del settore delle biotecnologie in Europa
IL Parlamento europeo, adottando la relazione del parlamentare
britannico Purvis con 254 voti contro 105 (49 astensioni), ha manifestato
il proprio sostegno allo sviluppo delle biotecnologie in Europa nell'interesse
dei cittadini, ambiente più pulito e miglioramento della salute.
L'assemblea plenaria resta pero' a favore del mantenimento della moratoria
sulla messa in circolazione degli OGM; ha infatti respinto (185 a favore,
243 contro, 7 astensioni) un paragrafo che l'avrebbe portata a deplorare
le misure di governo che tendono a bloccare o a ritardare l'autorizzazione
degli OGM. Il Parlamento, inoltre, insiste sul ruolo utile svolto dal gruppo
europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie. Sottolinea, infine,
che le informazioni genetiche a carattere personale rientrano nel diritto
fondamentale alla vita privata e devono comportare una protezione contro
l'accesso dei terzi e l'uso da parte dei terzi.
(Agence Europe, 19-20 marzo
2001)
UE/SOCIETA' DELL'INFORMAZIONE: la Comunicazione
della Commissione al vertice di Stoccolma sull'impatto delle future priorità
dell'e-Europe
Il documento adottato martedi 13 marzo, si rallegra per
i grandi passi avanti della Società dell'informazione in Europa,
dove circa un terzo della popolazione e la maggior parte delle scuole sono
collegate. La Commissione denuncia pero' un uso insufficiente del commercio
elettronico e sottolinea alcune preoccupazioni per la sicurezza degli utenti,
presi a carico dal programma di lotta al ciber-crime, e la protezione dei
dati. La Comunicazione incoraggia i governi a migliorare i servizi interattivi
per i cittadini. Il numero di famiglie collegate è aumentato del
55% tra il marzo e l'ottobre 2000. L'Europa ha adesso tanti abbonati quanti
gli Stati Uniti. L'80% delle scuole sono collegate. Il telelavoro viene
praticato dal 5,6% dei lavoratori europei.
La Commissione propone quindi nel documento una serie
di misure prioritarie: - nell'insegnamento (e-learning), raggiungere l'obiettivo
di 1 computer ogni 5 studenti e aumentare la formazione dei professori;
- fare dell'amministrazione on line (e-government) una realtà rendendo
accessibili i servizi di base, come le dichiarazioni delle tasse, o l'immatricolazione
dei veicoli; - migliorare la sicurezza di Internet fissando un sistema
di allarme rapido che garantisca lo scambio d'informazioni tra Stati membri
sui problemi di sicurezza; - accelerare la trasposizione del quadro giuridico
del commercio on line (e-commerce); - mantenere la leadership europea nelle
comunicazioni mobili mettendo in opera la versione 6 del protocollo Internet
(Ipv6) per sostenere il crescente numero di richieste e adottare il quadro
di regolamento per la politica sullo spettro della radiofrequenza; - accertarsi
che le persone svantaggiate non siano in ritardo, facendo passi avanti
nella realizzazione del processo d'inserimento sociale previsto dal vertice
di Nizza.
(Agence Europe, 15 marzo 2001)
UE/BIOTECNOLOGIE: la Commissione prepara una Comunicazione
Nell'ambito della preparazione del Consiglio europeo
di Stoccolma, la Commissione europea ha accolto in modo favorevole una
nota d'informazione che prepara l'adozione, entro la fine dell'anno, di
una Comunicazione strategica sulle biotecnologie. La strategia che sarà
esaminata in autunno sarà fondata su un'analisi dell'incidenza economica
e sociale delle scienze della vita e delle biotecnologie fino al 2010.
Essa dovrebbe contemplare diversi aspetti: -un quadro normativo per tutelare
la salute e l'ambiente; - raccomandazioni riguardanti la ricerca al servizio
delle politiche europee e delle imprese, l'istruzione e la formazione di
una manodopera qualificata, i dirittti di proprieta intellettuale; -il
sostegno all'innovazione e alla competitività industriale; -la percezione
del pubblico e il buon governo (specialmente i problemi relativi all'etica
e alla sicurezza alimentare); -la politica comunitaria nel contesto della
cooperazione multilaterale e della "mondializzazione".
(Agence Europe, 15 marzo 2001)
UE/COOPERAZIONE: rinnovati per altri 5 anni i programmi
di cooperazione con gli Stati Uniti d'America e il Canada
Con la Decisione del Consiglio del 26 febbraio 2001,è
stato concluso l'accordo tra la Comunità europea e gli Stati Uniti
che rinnova il programma di cooperazione nei settori dell'istruzione superiore
e dell'istruzione e formazione professionali e l'accordo con il governo
del Canada che rinnova il programma di cooperazione nei settori dell'istruzione
superiore e dell'istruzione e formazione.
Il presente accordo entra in vigore il 1° gennaio
2001 o il primo giorno del mese successivo alla data in cui le parti si
sono notificate per iscritto l'avvenuto adempimento, per un periodo di
5 anni.
Rif. GUCE L 71 del 13 marzo 2001
UE/ISTRUZIONE: i Ministri dell'Istruzione e della
Ricerca hanno chiesto al vertice di Stoccolma di dare una risposta all'invecchiamento
demografico e ai problemi che questo comporta per lo sviluppo permanente
delle conoscenze e delle tecnologie
I Ministri auspicano che il Consiglio europeo di stoccolma
del 23-24 marzo si esprima su misure nei settori dell'istruzione
e della ricerca, per fronteggiare problemi quali: l'adattamento alle nuove
tecnologie, il deficit di formatori, il deficit di competenze per le imprese,
la riduzione della popolazione di ricercatori.
(Agence Europe, 7 marzo 2001)
UE/RICERCA: i ministri per la ricerca sostengono
gli indirizzi contenuti nella proposta del 6° Programma Quadro di ricerca.
Nella riunione informale del Consigllio a Upsala il Commissario
Busquin ha presentato la proposta della Commissione in merito al prossimo
Programma Quadro. Il ministro svedese Ostros ha osservato con soddisfazione
che i ministri hanno sostenuto molto ampiamente le priorità individuate
dalla Commissione europea e la concentrazione dei mezzi finanziari sui
settori in cui l'UE puo' offrire un reale valore aggiunto.
In particolare, tra le riserve presentate dai paesi membri,
l'Italia e l'Irlanda hanno chiesto che il futuro programma quadro accordi
uno spazio più rilevante alla ricerca e alle tecnologie marittime.
(Agence Europe, 5-6 marzo 2001)
UE/REGIONALE/RICERCA
La Conferenza delle regioni periferiche marittime d'Europa
(CRPM) chiede di essere consultata dalla Commissione europea per il Sesto
Programma Quadro di ricerca e sviluppo e sulla preparazione di una comunicazione
sulla dimensione regionale dello Spazio europeo di riceraca. Nella conferenza
sulla politica di ricerca e sviluppo territoriale di fine febbraio a Valencia
il presidente della CRPM Ostdhal ha detto che le regioni periferiche hanno
beneficiato solo del 15% dei contratti del quarto programma quadro. Il
documento della CRPM sulla "territorializzazione delle politiche di ricerca
e sviluppo e innovazione" puo' essere consultato sul sito web www.crpm.org
(Agence Europe, 3 marzo 2001)
UE/ISTRUZIONE/RICERCA: i Ministri dell'Istruzione
e della Ricerca abbozzano delle siluzioni per la società della conoscenza
Durante la preparazione del vertice di Stoccolma, i ministri
dell'Istruzione e della Ricerca, riuniti a Upsala, hanno tentato di proporre
qualche soluzione che potrebbe permettere all'UE di fronteggiare le conseguenze
dell'invecchiamento della popolazione. La direttrice dell'Institute for
Future Studies svedese, Lena Sommerstad, ha ricordato, in apertura della
riunione, che il 28% della popolazione europea dovrebbe avere più
di 65 anni nel 2050, contro il 14% attuale. L'allargamento dell'UE influenzerà
poco questa tendenza dato che il solo Paese candidato ad avere una popolazione
giovane è la Turchia. Questo fenomeno, ha spiegato la Sommerstad,
rischia di causare un sensibile rallentamento della crescita in particolare:
la riduzione del numero dei ricercatori scientifici e, di conseguenza,
dell'innovazione; un indebolimento del livello di competenza scientifica
e tecnologica degli attivi; una diffusione meno rapida delle nuove tecnologie
nella società. Tre strategie permetterebbero di rispondere alla
sfida dell'invecchiamento: 1) la strategia della qualità: si tratterebbe,
per compensare il declino della forza-lavoro, di sviluppare dei programmi
scolastici più efficaci miranti a un più elevato grado di
qualificazione; 2) la strategia della famiglia: che implica una riorganizzazzione
dei sistemi sociali, basati sulle popolazioni anziane, per permettere a
giovani donne e uomini di combinare l'istruzione, la vita familiare e professionale;
3) una strategia globale basata sull'assunzione di studenti nei Paesi terzi
a struttura di popolazione più giovane.
La presidenza svedese ha incentrato il dibattito intorno
a queste questioni fondamentali: 1- come soddisfare la domanda di risorse
umane nei campi della scienza e della tecnologia in Europa; 2- come migliorare
l'immagine della scienza e della tecnologia presso i giovani; - come creare
le condizioni necessarie per migliorare la conoscenza della scienza del
pubblico. Il Commissario Reding (istruzione) ha insistito sulla necessità
di incoraggiare il gusto per gli studi scientifici e tecnici dalla scuola
elementare e ha detto che importante avere strutture di laboratorio
adeguate. Ritenendo che i ricercatori debbano suscitare un dialogo sociale,
la signora reding ha chiesto che venga attuata una reale politica di comunicazione
per scienza e tecnologia. Il Commissario Busquin per la ricerca ha comunicato
che la Commissione entro fine anno presenterà un piano d'azione
sul tema scienza, società e cittadini.Egli rileva inoltre che l'età
media dei ricercatori (50 anni in Germania, 47 in Francia) è paradossalmente
superiore a quella media della popolazione; la maggior parte della popolazione
dei ricercatori sarà in pensione dal 2008; il flusso dei laureati
potrebbe non bastare più, tra poco, per rinnovare tale popolazione;
l'Europa, infine, deve divenire più attraente per i migliori ricercatori
del mondo.
(Agence Europe, 3 marzo 2001)
PE/RICERCA: il Commissario Busquin interviene alla
Commissione per l’Industria, il Commercio Estero, la Ricerca e l’Energia
Il Commissario ha presentato in linea generale l’impostazione
del VI Programma Quadro, del resto il documento relativo presentato dalla
Commissione è già disponibile in rete. Busquin ha voluto
precisare che il VI PQ è uno strumento per costruire lo Spazio Europeo
per la Ricerca (SER) e che al Consiglio di Stoccolma vi sarà una
relazione ad hoc per creare il SER. Il Programma Quadro certamente fa parte
di questa strategia, ma è uno strumento preesistente, che è
stato migliorato graize alle precedenti esperienze e che presenta degli
obiettivi nuovi nella sesta edizione per rendere possibili azioni
in grado di strutturare il SER.
Nel VI PQ si vuole soprattutto concentrare gli sforzi
per la ricerca, strutturare la ricerca europea attraverso sinergie; il
Programma Quadro vuole costituire un effetto leva sul know how e sulle
risorse umane per la ricerca europea; Il VI PQ sarà più chiaro
e quindi accessibile alle università e ai centri di ricerca semplificando
la gestione dei programmi e affidando all’esterno molte azioni; infine
si vuole determinare un’apertura maggiore al mondo della ricerca europea.
La concentrazione degli sforzi e delle risorse umane
vuorrebbe creare un impatto maggiore a livello europeo dei risultati della
ricerca, evitando quella dispersione, specie nelle ricadute, che spesso
ha caratterizzato i progetti e le reti dei precedenti Programmi Quadri.
È per questo che Busquin ricorda anche in questa sede che si è
preferito in fase di proposta scegliere un numero limitato di temi di ricerca
ed evitare un approccio per settore. La ricerca ha bisogno di “massa critica”
e di una natuta trasnazionale, per questo si favoriranno strumenti quali:
reti, programmi integrati e partecipazione a progetti nazionali.
La Commissione intende inoltre suscitare una maggiore
partecipazione nella gestione delle azioni. Gli obiettivi a lungo termine
che il VI PQ si pone sono: il raggiungimento di una maggiore integrazione;
un’adesione ancora più ampia ai programmi; aumentare la mobilità
dei ricercatori europei; “accrescere il potenziale umane”; migliorare le
infrastrutture, supportare di più le scienze umane e sociali e migliorare
il rapporto tra scienza e società.
I commenti dei parlamentari che hanno preso la parola
sono stati tutto sommato positivi, sia sul metodo di consultazione continua
utilizzato dal Commissario Busquin sia sulla qualità del testo di
proposta della Commissione, che viene visto da tutti come un vero e proprio
programma politico di ricerca di livello europeo nel quale c’è un
attento utilizzo degli stanziamenti. Il documento è, inoltre, più
facile dei precedenti e ben strutturato. Positivi per il Parlamento il
riconoscimento della ricerca come scienza socioeconomica, la scelta dei
settori prioritari in linea con le nuove sfide, il maggiore sostegno alla
mobilità grazie ad una dotazione unica ad hoc.
Alcune perplessità sono state invece evidenziate
dal Parlamento sulla quantità dei mezzi attibuiti, si ritiene infatti,
da parte di tutti i parlamentari intervenuti, il budget insufficiente per
raggiungere gli obiettivi posti e per soprattutto colmare il divario con
gli Stati Uniti e il loro investimento nella ricerca.
A questo proposito Busquin ha ricordato come il Programma
Quadro vuole essere soltanto una leva nei confronti della ricerca, non
si puo’ pretendere che “tutto arrivi dall’oggi al domani”, il gap con gli
Stati Uniti diminuirà ma non potrà essere annullato. Il budget
è adeguato, secondo Busquin, la cifra di 17,5 miliardi di Euro rappresenta
un aumento del 17% negli ultimi 4 anni, legato evidentemente alla crescita
dell’UE in genere e dei sui Stati membri. Inoltre il budget rientra perfettamente
nelle prospettive finanziarie proposte dal Consiglio di Berlino nel documento
Agenda 2000. Busquin infine ricorda che la ricerca non è solo quella
finanziata dalla UE, ma è anche quella finanziata dai programmi
nazionali, dalle imprese, quindi nel raffronto con USA e Giappone si deve
tenere conto anche di questi investimenti.
Un’altra critica del PE viene mossa, specie dagli Stati
piccoli, sul perchè della ricerca a “geometria variabile”, che favorirebbe
certi settori o certe ricerche dove c’è più “massa critica”
rischiando poi che certi Stati membri appoggino più certi programmi
che altri. La paura è quella di vedere cioè avvantaggiati
quei paesi che già hanno una massa critica di ricerca, e una rete
di centri di ricerca sviluppata, se cosi fosse, invece di procedere verso
una maggiore integrazione europea, la si minerebbe alla base, rischiando
di non avere più in futuro un Settimo e un Ottavo Programma Quadro.
Inoltre il Parlamento fa notare che occorre si una struttura organizzata,
e quindi le reti e il SER, ma occorre anche maggiore flessibilità.
Viene inoltre chiesto dal Parlamento perchè le esperienze positive
del VPQ non vengono riprese come quella “struttura a grappoli aggiunti”
costituita dalla partecipazione di PMI insieme a grossi centri di ricerca,
che ha dato ottimi frutti. Non si capisce cioèé perchè
dover sacrificare in nome del SER, che tutti vogliono, quel che di buono
è stato fatto nel VPQ e che andrebbe sviluppato e migliorato ancora.
Inoltre il Parlamento chiede che si faccia di più per la moblilità
dei giovani ricercatori e per favorire il ritorno dei tanti giunti negli
Stati Uniti e che hanno grosse difficoltà a rientrare nelle strutture
europee, porre fine cioè alla cosidetta “fuga dei cervelli” negli
Stati Uniti dall’UE che andrebbe ad aggarvare ancora il ritardo della nostra
ricerca rispetto a quella americana.
Riunione Commissione Ricerca del PE del 26 febbraio 2001
UE/RICERCA: la Commissione ha adottato una proposta
di Sesto Programma Quadro per un importo pari a 17,5 miliardi di Euro
Mercoledi 21 febbraio la Commissione ha approvato
le due proposte relative al Sesto Programma Quadro di ricerca e d'innovazione
e al Programma di ricerca Euratom per il periodo 2002-2006. Le due proposte
verranno poi presentate al Parlamento europeo e al Consiglio per la procedura
di codecisione. Il programma deve favorire l'implicazione della comunità
scientifica ma anche del settore privato, portando in tal modo al 15% (invece
del 10% attuale) l'obiettivo di partecipazione delle PMI.
La proposta della Commissione definisce un quadro finanziario
di riferimento pari a 17,5 miliardi di Euro (16,2 per il Sesto programma
Quadro e 1,2 per il programma Euratom) ossia un aumento pari al 17% rispetto
al bilancio attuale della ricerca. Il commissario Busquin ha insistito
sul salto qualitativo che il programma quadro deve rappresentare per la
costruzione dello Spazio europeo della ricerca e lo sviluppo dell'innovazione
al servizio dei cittadini e della competitività industriale d'Europa.
Il nuovo Programma Quadro deve anche consentire di "riportare gli scienziati
europei attorno allo stesso tavolo", ed essere uno strumento al sevizio
della sinergia e rispondere alle sfide che l'Europa rappresentano, la fuga
dei cervelli e la mancanza di attrattività dell'UE per gli scienziati
di alto livello dei paesi terzi. Per affrontarla, la proposta prevede un
raddoppiamento dei crediti disponibili per il potenziale umano e la mobilità,
ha spiegato il commissario.
(Agence Europe, 22 febbraio
2001)
UE/INSEGNAMENTO: decisione su rinnovao dei programmi
di cooperazione con USA e Canada
Il Parlamento europeo ha approvato senza dibattito in
una sola lettura le proposte di decisione sul rinnovo dei programmi di
cooperazione nel settore dell'insegnamento superiore e della formazione
professionale con gli USA e con il Canada. I nuovi programmi di una durata
di 5 anni (2001-2005) saranno coperti da stanziamenti di 8,6 milioni di
Euro per gli USA e da 3,65 milioni di Euro per il Canada, finanziati sul
bilancio dell'UE.
(Agence Europe, 19/20 febbraio
2001)
UE/RICERCA: il Parlamento sostiene lo sviluppo
dello Spazio Europeo di Ricerca e l'introduzione di nuovi strumenti nel
Sesto Programma Quadro
Il PE ha adottato la relazione della liberale olandese
signora Plooij-van gorsel, sostenendp cosi lo sviluppo dello spazio europeo
di ricerca e gli orientamenti espressi dal commissario Busquin per il Sesto
Programma Quadro. Il PE ha approvato l'introduzione di nuovi strumenti
nella politica di ricerca e in particolare i progetti integrati che devono
permettere la migliore concentrazione dei mezzi di bilancio sulle priorità,
favorendo reali sinergie tra istituti di ricerca e PMI. Il Parlamento europeo
ha espresso invece riserve per la geometria variabile legata all'attuazione
dell'art. 169 del Trattato UE (cooperazione tra vari Stati membri nel campo
della ricerca, con il sostegno finanziario del programma-quadro). Il PE
infatti esige che l'effetto generale del ricorso a tale strumento non sia
discriminante tra grandi e piccoli Stati membri e che le proposte d'azione
specifiche in tale categoria siano inserite nel programma quadro. Il PE
ha invitato poi la Commissione e gli Stati membri ad accordare un posto
maggiore alle scienze umane e sociali nel sesto programma, mentre ha respinto
il paragrafo che affermava la necessità di tener conto dell'evoluzione
della politica di difesa e sicurezza in Europa nella concezione dello Spazio
europeo di ricerca.
(Agence Europe, 19/20 febbraio
2001)
UE/AMBIENTE: la Commissione si compiace per l'adozione
della direttiva riveduta sulla diffusione volontaria degli OGM
Margot Wallström, commissario per l'Ambiente, e
David Byrne, commissario per la Sanità e protezione dei consumatori,
hanno apprezzato entrambi l'adozione della direttiva 90/220/CE sulla diffusione
volontaria nell'ambiente di organismi geneticamente modificati a fini sperimentali
e di commercializzazione. La direttiva riveduta, infatti, rafforza la legislazione
esistente rendendo obbligatoria la consultazione del pubblico, l'etichettatura
degli OGM e il controllo dei loro effetti a lunga scadenza. In un comunicato
la Commissione afferma che questa direttiva servirà da base ad un
assetto normativo coerente e trasparente per disciplinare la manipolazione
degli organismi geneticamente modificati e che questo assetto sarà
completato prossimamente con proposte normative sulla reperibilità
e l'etichettatura degli OGM dai campi al consumatore, nonché sugli
alimenti a base di OGM.
(Agence Europe, 17 febbraio
2001)
UE/GIUSTIZIA: Regolaamento (CE) N. 290/2001
del Consiglio del 12 febbraio 2001, che rinnova il programma di incoraggiamento
e di scambi destinato agli operatori della giustizia in materia di diritto
civile (Grtotius-civile).
Il programma Grotius, che scadeva nel 2000, è
stato rinnovato dal Consiglio per un periodo transitorio di un anno soltanto,
"in attesa dei risultati di una riflessione approfondita sul suo futuro,
ossia sui suoi obiettivi, il suo funzionamento e le sue relazioni con altri
programmi esistenti", come si legge nel regolamento stesso. L'importo finanziario
previsto per il 2001, per l'esecuzione del programma, è pari a 650.000
Eur.
Rif. GUCE L 43 del 14 febbraio 2001
UE/ISTRUZIONE: il Consiglio ha adottato la relazione
sui futuri gli obiettivi dei sistemi d'istruzione e formazione nell'UE
Il Consiglio ha adottato all'unanimità la relazione
sugli "obiettivi concreti futuri dei sistemi d'istruzione e formazione".
La relazione sarà esaminata dai Capi di Stato e di Governo nella
riunione di Stoccolma del 23 e 24 marzo. Il Consiglio ha deciso che nel
corso del 2001 determinerà in cooperazione con la Commissione: -come
valutare il grado di realizzazione degli obiettivi; - quali lavori concreti
dovranno essere attuati a livello dell'UE nei settori in causa; - quali
settori si prestano a una valutazione da parte di pari, agli scambi di
buone pratiche e come sarebbe possibile misurare i progressi fatti
tramite un sistema di benchmarking; - quali settori avranno bisogno dell'elaborazione
di nuovi indicatori.
I risultati del lavoro saranno l'oggetto di una nuova
relazione che il Consiglio istruzione sottoporrà al vertice di Barcellona
nella primavera 2002. I ministri hanno poi positivamente accolto il "Memorandum
della Commissione sull'istruzione e la formazione per tutta la vita". La
Commissione terrà conto dei vari commenti politici e delle consultazioni
dei cittadini e le integrerà nel piano d'azione che prepara per
la fine del 2001.
(Agence Europe, 14 febbraio
2001)
UE/RICERCA: verso un VI Programma Quadro:
strumenti e priorità tematiche
La proposta della Commissione europea per il VI Programma
Quadro di ricerca e di sviluppo tecnologico dovrebbe essere adottata dal
collegio dei commissari il 21 febbraio o, se la consultazione interservizi
dovesse protrarsi, entro il 28 febbraio. In seguito verrà presentata
ai ministri della ricerca alla riunione informale di Upsala del 1-3 marzo
2001. Le discussioni in corso tra i servizi della Commissione riguardano
soprattutto la struttura e le priorità proposte dalla DG ricerca
in una prima bozza che non menziona alcuna dotazione finanziaria, che,
comunque, non dovrebbe aumentare sensibilmente per il VI PQ, dovendo rispettare
il "tetto" definito dalla conferenza di Berlino. Il VI PQ dovrebbero includere
tre aspetti fondamentali:
- Integrare la ricerca europea: questa
priorità, che riprenderà anche le attività di cooperazione
internazionale, è suddiviso in tre parti:
1) Settori tematici prioritari di ricerca
che sono: - lo studio del genoma e la biotecnologia per la salute; - le
tecnologie per la società dell'informazione; - le nanotecnologie,
i materiali intelligenti e i nuovi procedimenti di produzione; - l'aeronautica
e lo spazio; - la sicurezza alimentare; - i cambiamenti climatici e le
tecnologie energetiche per lo sviluppo sostenibile; - la società
europea della conoscenza. A cui vanno aggiunti i seguenti nell'ambito dell'Euratom:
- ritrattamento e stoccaggio delle scorie; - fusione termonucleare controllata.
Tre nuovi strumenti serviranno ad intraprendere azioni in questi settori
tematici. Innanzi tutto il sostegno a reti di eccellenza che riunirebbero
diverse università e centri di ricerca attorno a progetti comuni
di attività. In secondo luogo i vecchi progetti di ricerca orientata
sarebbero sostituiti da progetti integrati su temi specifici, agevolando
una stretta collaborazione tra università e industrie. Infine l'applicazione
dell'articolo 169 del Trattato permetterebbe di cofinanziare fino al 50
% programmi di ricerca attuati insieme da diversi Stati membri.
2) Anticipazione dei bisogni scientifici e tecnologici
dell'UE: questa parte si fonda su bandi per proposte mirate (progetti
di ricerca di proporzioni limitate, collegamento in rete delle competenze,
elaborazioni di modelli, studi e ricerca sugli aspetti socio-economici,
definizione di norme, convalida di risultati e di metodi di analisi), ed
interessa attività effettuate negli Stati membri, in sostegno alle
politiche dell'Unione, oppure per rispondere ai bisogni nei paesi emergenti,
e le attività del Centro comune di ricerca (CCR).
3) Azioni complementari di ricerca per loe PMI:
il sostegno alle azioni di "ricerca collettiva" e "di ricerca cooperativa"
attuate dalle piccole e medie imprese sarà mantenuto nell'ambito
di un cofinanziamento massimo del 50% dei bilanci di ricerca.
- Strutturare lo Spazio europeo di ricerca: questo
aspetto riguarda tre capitoli: - ricerca e innovazione (scambi
di esperienze, servizi di informazione e di assistenza, transfert tecnologico
e progetti di incubazione); - risorse umane e mobilità (sostegno
all'accoglienza di ricercatori europei e dei paesi terzi, meccanismi di
ritorno e di reinserimento professionale per studenti e ricercatori che
hanno lasciato l'UE, sostegno ad équipe di ricerca europee che operano
in ricerche particolarmente avanzate, premi scientifici); - Infrastrutture
(accesso trasnazionale, reti di cooperazione, studi di fattibilità
e lavori di preparazione per creare nuove infrastrutture, sviluppo di nuove
infrastrutture); - scienza e società (strutturazione dei
legami tra istituzioni ai livelli nazionale ed europeo, scambi di esperienze,
studi statistici e metodologici).
- Rafforzare le basi dello Spazio europeo della ricerca:
questo tema deve permettere al PQ di fornire un sostegno finanziario per
rafforzare il coordinamento delle attività di ricerca in Europa,
tramite l'apertura reciproca dei programmi nazionali, il collegamento in
rete di attività nazionali. Il Programma Quadro dovrebbe contribuire
inoltre allo sviluppo coerente delle politiche di ricerca: analisi, studi,
gruppi di lavoro, valutazione comparata, mappe di eccellenza, miglioramento
del contesto normativo e amministrativo.
(Agence Europe, 8 febbraio
2001)
UE/RICERCA: Rettifica dell'invito a presentare
proposte per azioni indirette di RST nell'ambito del programma specifico
di ricerca, di sviluppo tecnologico e di dimostrazione in materia di crescita
competitiva e sostenibile - Growth 2001 pubblicato nella GUCE C 359 del
14 dicembre 2001
Per l'azione 2.3.3, "Galileo" concernente un sistema
di navigazione e posizionamento via satellite della seconda generazione,
nell'ambito dell'azione chiave "Mobilità sostenibile e intermodalità",
la scadenza per la presentazione delle proposte, inizialmente fissata
al 15 marzo 2001, è stata posticipata al 4 maggio 2001 ore
17.00.
(GUCE C 39 del 7 febbraio 2001)
UE/CULTURA: il Parlamento europeo chiede un quadro
legislativo per l'editoria elettronica
Il PE ha adottato a forte maggioranza la relazione O-Toole
(vedi comunicazione 27 gennaio). Il PE invita la Commissione europea
a proporre un quadro legislativo per l'editoria elettronica (469 voti a
favore, 21 contro, 9 astensioni) e chiede agli Stati membri di studiare
l'applicazione di unregime IVA specifico alle pubblicazione prese da Internet
(285 voti a favore, 192 contro, 22 astensioni). Il PE, infine, invita la
Commissione a proclamare un "Anno europeo del libro e dell'alfabetizzazione"
e una "Giornata europea della lettura", nel quadro di una campagna permanente
contro l'analfabetismo.
(Agence Europe, 3 febbraio
2001)
UE/ISTRUZIONE: la Commissione adotta una comunicazione
sui futuri obiettivi dei sistemi di isruzione
La comunicazione sul progetto di relazione sui futuri
obiettivi concreti dei sistemi di istruzione in seguito al Vertice di Lisbona,
una volta adottata dai ministri, sarà trasmessa al vertice di Stoccolma
a marzo. La relazione raccomùanda al Consiglio di adottare un programma
di lavoro a lungo termine secondo il quale gli Stati agirebbero nei settori:
migliorare il livello dell'istruzione e la formazione in Europa potenziando
la qualità della formazione degli insegnanti e dei formatori e destinando
un'azione particolare all'attidudine a leggere, scrivere e calcolare; agevolare
e generalizzare l'accesso all'istruzione e alla formazione a tutti gli
stadi della vita, agevolando anche il passaggio da un settore di istruzione
a un altro; attualizzare la definizione delle competenze di base per la
società della conoscenza, in particolare integrando le competenze
nelle tecnologie dell'informazione e della comunicazione (TIC) accordando
più importanza agli atteggiamenti personali e tentando di porre
rimedio alle penurie di talune competenze; aprire l'istruzione e la formazione
all'ambiente locale, all'Europa e al resto del mondo, tramite l'insegnamento
delle lingue estere, per mobilità, potenziando i nessi con il mondo
delle imprese e lo sviluppo dell'insegnamento nell'interesse di questi
ultimi; impiegare le risorse in modo ottimale costituendo la garanzia della
qualitànegli edifici scolastici e negli istituti di formazione,
migliorando l'adeguamento tra le risorse e i bisogni e permettendo agli
edifici scolastici di realizzare delle nuove partnership, per svolgere
meglio il loro nuovo ruolo più diversificato di prima.
(Agence Europe, 1 febbraio
2001)
UE/CULTURA: la relazione O'Toole chiede alla
Commissione di proporre un quadro legislativo e di promuovere un contenuto
europeo all'editoria elettronica
La signora O'Toole, europarlamentare laburista, nella
sua relazione sull'editoria elettronica e la stampa a richiesta, ha indicato
alla Commissione le seguenti priorità: promuovere il contenuto europeo
dell'editoria elettronica, in tutte le lingue, permettere ai lavoratori
del settore editoriale e della vendita di libri e agli autori di beneficiare
dei programmi di formazione dell'UE per riciclarsi nelle nuove tecnologie
e dichiarare il 2002 Anno europeo del libro e dell'alfabetizzazione per
sensibilizzare il pubblico all'importanza dei libri e dell'editoria elettronica
in un'economia basata sul sapere. La relazione invita inoltre la Commissione
a proporre un vero quadro legislativo per l'editoria elettronica e a promuovere
nuove tecnologie per preservare l'autenticità delle pubblicazioni
e i diritti dei detentori d'autore; di dar prova di flessibilità
nei metodi di remunerazione autorizzati agli autori e di dare un aiuto
agli autori che iniziano a farsi conoscere; di dare un aiuto finanziario
ai piccoli prestatori di servizi dell'editoria elettronica, per creare
un contrappeso ai grandi gruppi dei media.
Agli Stati membri si chiede invece di prevedere
l'applicazione di regimi IVA speciali alle pubblicazione caricate su Internet,
di garantire che l'esonero dell'IVA accordato alle istituzioni culturali
ed educative per acquistare pubblicazioni non elettroniche sia ampliato
alle pubblicazioni elettroniche.
La relazione verrà esaminata a Bruxelles nella
plenaria del 1° febbraio.
(Agence Europe, 27 gennaio
2001)
UE/CULTURA: il programma Cultura 2000 ha contribuito
al finanziamento di 219 progetti nel 2000
Mentre è stato appena pubblicato il nuovo bando
di Cultura 2000 per l'anno 2001, la Commissione europea ha presentato un
bilancio delle attività finanziate nel primo anno d'esercizio del
nuovo programma Cultura 2000. Su 1023 candidature, 219 progetti di cooperazione
culturale hanno ricevuto un finanziamento comunitario di oltre 32 milioni
di Euro.
(Agence Europe, 27 gennaio 2001)
UE/RICERCA: sono in fase di valutazione clinica
due vaccini contro il paludismo, elaborati da ricercatori europei
Entrambi i vaccini sono destinati a produrre un arisposta
immunitaria tra i bambini, che costituiscono il gruppo più vulnerabile
a questa patologia infettiva tropicale.
Il primo vaccino, denominato "MSP-3", è frutto
di una ricerca sostenuta dall'UE e coordinata da Pierre Druilhe, dell'Istituto
Pasteur di Parigi, in collaborazione con ricercatori di diversi paesi:
Brasile, Danimarca, India, Libano, Senegal e Svizzera. L'altro vaccino,
che deve entrare in fase di valutazione clinica nel primo trimestre 2001,
è denominato "Glurp"ed è stato sviluppato nel quadro di un
progetto diretto da Michael Theisen, del laboratorio di biologia molecolare
dell'Istituto Statens Serum di Copenaghen, con ricercatori di otto paesi:
Brasile, Colombia, Francia, Ghana, Paesi Bassi, Tanzania, Senegal e Svizzera.
I due vaccini sono prodotti dalla SEDAC-Therapeutics a Lille (Francia),
sotto la direzione di Ahmed Bouzidi e in collaborazione con Giampietro
Corradin, dell'Università di Losanna. La Commissione europea ha
contribuito, per un importo di circa 1 milione di Euro su otto anni, allo
sviluppo di questi due vaccini.
(Agence Europe, 26 gennaio
2001)
UE/AMBIENTE: il sesto programma d'azione proposto
dalla Commissione pone l'accento sugli strumenti di mercato e l'implicazione
di tutti.
La Commissione ha adottato mercoledi 24 gennaio la proposta
di sesto programma d'azione per l'ambiente chiamato "ambiente 2010: il
nostro futuro, la nostra scelta". Il mutamento climatico, la salute e l'ambiente,
la natura e la diversità biologica, la gestione delle risorse naturali,
sono i quattro campi d'intervento prioritari identificati in una comunicazione
della Commissione con una proposta di decisione del Consiglio e del PE.
Mutamenti climatici: oltre alla riduzione dell'8%
delle emissioni di gas ad effetto serra entro il 2008 e il 2012, previste
dal panel intergovernativo, lma Commissione propone di arrivare a un forte
calo delle emissioni mondiali del 20-40% entro il 2020. Al livello UEdovranno
farsi dei mutamenti strutturali per energia e trasporti. Il programma è
completato dalla raccomandazione di usare l'energia in modo più
efficace, aumentare la ricerca e lo sviluppo tecnologico e sensibilizzare
i cittadini.
Natura e diversità biologica: per porre
fine alle minacce sulla sopravvivenza di varie speci, la Commissione raccomanda
il completamento della rete Natura 2000, l'attuazione di una serie di piani
d'azione settoriali, e nuove iniziative per proteggere l'ambiente marino,
proposte per prevenire gli incidenti industriali e minerari e una strategia
tematica di conservazione dei suoli come nuovo campo di intervento della
Politica UE.
Ambiente e sanità: il programma auspica
un approccio globale per prendere in esame i rischi per la salute legati
all'ambioente, con attenzione particolare ai gruppi più vulnerabili,
bambini e anziani; una modifica completadel sistema UE di gestione dei
rischi presentati dalle sostanze chimiche; una strategia tematica per ridurrei
rischi legati ai pesticidi; l'attuazione della direttiva quadro sull'acqua
e della direttiva sul rumore ambiente quando sarà adottata; una
strategia tematica sulla qualità dell'aria per sorvegliare l'efficacia
delle norme esistenti e determinare le priorità future.
Utlizzazione durevole delle risorse naturali e gestione
dei rifiuti: il programma intende dissociare la produzione di rifiuti
e la crescita economica per porre termine allo spreco delle risorse naturali
e all'aumento dei rifiuti. Bisogna sviluppare il riciclo, attuare una politica
integrata dei prodotti, sottoporre a nuove proposte di legge i fanghi di
depurazione e i rifiuti biodegradabili.
Il programma insiste sulla necessità di una più
completa attuazione della legislazione dell'UE negli Stati membri sull'integrazione
delle preoccupazioni ambientali in tutte le politiche dell'UE in particolare
per agricoltura, trasporti, energia, e riassetto del territorio.
(Agence Europe, 25 gennaio
2001)
UE/RICERCA: firmato un contratto con il CERCN per
sviluppare un nuovo Web ultra efficiente
Il Laboratorio europeo per la fisica delle particelle
(CERN) ha intenzione di realizzare, con il sostegno finanziario dell'Unione
europea, un progetto denominato "DataGrid" che ha l'obiettivo di elaborare
uno "schema di calcolo" ultra efficiente che dovrebbe permettere di superare,
in futuro, i limiti di capacità di elaborazione del World Wide Web
(www). Il contratto concluso dal CERN lo scorso dicembre vedrà l'Unione
europea partecipare con un importo di 9,8 milioni di Euro suddiviso in
tre anni. Questo progetto è considerato dagli esperti il banco di
prova ideale di un nuovo modello di elaborazione informatizzata di proporzioni
mondiali e l'evoluzione naturale del World Wide Web, anch'esso sviluppato
dal CERN. Lo schema di calcolo decentrerà le risorse informatiche,
grazie ad una rete ad alta velocità tra supercalcolatori, batterie
di processori, banche dati, sistemi informatici e utenti. Esso impiegherà
codici sorgente aperti e offrirà un flusso di dati e mezzi di calcolo
di un livello senza precedenti, interfacce software apriranno nuove possibilità
di combinare i sistemi operativi.
(Agence Europe, 17 gennaio
2001)
UE/ISTRUZIONE: la Commissione lancia 43 progetti
nel quadro dell'anno europeo delle lingue che avranno una sovvenzione di
17 milioni di Euro
I 43 progetti scelti dalla Commissione nel quadro dell'Anno
europeo delle lingue 2001 riceveranno una sovvenzione di 1,7 milioni
di Euro circa. I progetti riguardano lingue minoritarie e lingue di segni,
e le 11 lingue ufficiali dell'UE, e irlandese, lussemburghese, islandese
e norvegese. A tal proposito la presidenza svedese organizzerà una
manifestazione di apertura dell'Anno europeo delle lingue dal 18 al 20
febbraio prossimi a Lund. L'Anno europeo delle lingue, organizzato dall'UE
e dal Consiglio d'Europa, ha due temi fondamentali che spiegano lo slogan
"le lingue aprono delle strade/Languages open doors": l'Europa è
e rimarrà multilingue, l'apprendimento delle lingue fornisce vantaggi
culturali ed economici importanti. La Commissione cofinanzia progetti corrispondenti
a tali obiettivi al livello locale, regionale e nazionale. Seguirà
una seconda selezione per i progetti che iniziano dopo il 1° giugno
2001, la scadenza per presentare le candidature per questa seconda selezione
è il 15 febbraio 2001. Oltre al cofinanziamento di progetti la Commissione
organizza azioni europee: campagna informativa, creazione di un sito Internet
multilingue e interattivo, sondaggio dell'eurobarometro sulle conoscenze
linguistiche degli europei, concorso europeo, Giornata europea (26 settembre
2001), settimana di apprendimento delle lingue per adulti (dal 5
all'11 maggio), ecc. Infine si segnala che è in costruzione un sito
comune UE/Consiglio d'Europa.
(Agence Europe, 11 gennaio
2001)
UE/RICERCA: il programma della presidenza svedese
La presidenza svedese dell'Unione europea ha posto due
priorità nel settore della ricerca nel programma semestrale del
suo turno di presidenza: 1) progredire il più rapidamente possibile
nella preparazione del VI Programma Quadro di ricerca (2002-2006) sul quale
è attesa nelle prossime settimane la proposta della Commissione
europea; 2) registrare ulteriori progressi nella costituzione dello Spazio
europeo di ricerca. Questo tema sarà tra gli argomenti trattati
dai capi di Stato e di governo nel vertice straordinario di Stoccolma che
si terrà il 23 e 24 marzo prossimo. Il calendario della presidenza
svedese prevederà inoltre:
- un aprima riunione informale congiunta su educazione
e ricerca (Upsala 1-3 marzo) per preparare il Consiglio europeo di Stoccolma;
- una conferenza sulla cooperazione fra il mondo universitario
e l'industria (Karlskrona, 17 e 18 aprile) che affronterà in particolare
gli aspetti legati alle tecnologie dell'informazione;
- una conferenza ministeriale sul ruolo dei paesi candidati
all'adesione nell'ambito della ricerca comunitaria (Linkoping, 21 e 22
maggio);
- il Consiglio "Ricerca" (Lussemburgo, 26 giugno) che
si concentrerà sul progetto del VI programma quadro e sulle prossime
fasi di realizzazione dello Spazio europeo di ricerca.
Il nuovo servizio
di informazione della presidenza svedese è disponibile on line.
sul sito cordis verrà lanciato il 19 gennaio e
potrà essere consultato al seguente indirizzo:
(Agence Europe, 10 gennaio
2001)
A cura di Cristina Travagliati e Paolo Cesàro - CISAI -